"ANTIFUMO NAZISTI"...
Il titolo del post riprende una scritta che da tempo appare su uno dei muri nel mio quartiere, ma forse non è proprio corretta..., mi spiego meglio: dalla mezzanotte di oggi entrerà in vigore la legge che vieta il fumo nei locali pubblici e nelle aziende private, la quale prevede appunto il divieto assoluto di fumo salvo che non siano predisposte nei locali stessi apposite sale fumatori dotate delle ben precise caratteristiche previste dal testo normativo in questione. Premesso che siamo tutti d’accordo sul fatto che il fumo faccia male e sia giusto rispettare i diritti dei non fumatori e di conseguenza quello che si propone di tutelare la legge, ovvero la salute pubblica, sia un interesse meritevole di tutela, ciò che viene criticato dai gestori è però la previsione di una loro "responsabilità oggettiva" nel caso che qualcuno nel loro locale fosse trovato a fumare a seguito di un controllo di pubblici ufficiali o agenti preposti al controllo. Gli esercenti dei locali pubblici potranno andare incontro, in caso di in ottemperanza e di mancato adeguamento alla legge antifumo, a sanzioni che vanno dai 220 ai 2.200 euro per punire la colpevole distrazione o indifferenza sui divieti, per non parlare poi della possibilità di sospensione temporanea o addirittura della revoca della licenza. A parte il danno economico dovuto alla perdita di clientela fumatrice per i locali che non avranno le possibilità strutturali ed economiche di adeguare i propri ambienti con zone fumatori, e per i locali che dovranno investire risorse economiche per tali adeguamenti, quello che viene contestato dai gestori è il fatto di sottostare ad una normativa che li trasformerebbe in "sceriffi" nei confronti dei clienti, dovendo appunto denunciare al 113 o a i vigili i clienti che violano il divieto, ruolo che non competerebbe loro e soprattutto con il rischio di un danneggiamento della loro immagine. Ciò che colpisce in particolare è come per ottenere lo scopo voluto si sia adottato un sistema di “terrore” basato sul rischio di delazione reciproco, ovvero il gestore è obbligato ad invitare i clienti a smettere di fumare e in caso di mancato rispetto dell’invito il gestore dovrà scegliere se rovinare la propria immagine ed il rapporto con la propria clientela ( dal quale ne scaturirebbe comunque e indirettamente un danno economico) o rischiare, in caso lasciasse correre, di prendere una multa salata in caso di controllo improvviso dell’autorità. Allo stesso tempo la scelta dell’esercente sarebbe influenzata dal fatto che i clienti non fumatori possono chiamare l’autorità e denunciare la mancata ottemperanza della legge del gestore. Premesso che questo obbiettivamente è un sistema molto efficace per ottenere il rispetto della legge in questione e raggiungere lo scopo prefissato, indipendentemente dal fatto che sia profondamente ingiusto per i proprietari dei locali, è un meccanismo che richiama le tecniche di controllo attuate dalle dittature e in particolare, come qualcuno mi ha fatto notare, pur trattandosi di un governo di destra tale controllo così capillare ricorda di più le metodologie del controllo della dittatura comunista al tempo di Stalin, piuttosto che della dittatura nazista di Hitler…invece di colpire duramente i fumatori che contravvengono al divieto con multe salatissime, ( pena esemplare del trasgressore) si cerca di applicare una responsabilità oggettiva anche per quelli che con il trasgressore hanno a che fare per il mancato controllo. Ma allora è proprio vero, non c’è più alcuna differenza tra destra e sinistra…