FRATELLI D’ITALIA…
A volte mi capita di guardare Ballarò, sì quella trasmissione di comunisti, un po’ meno comunisti rispetto ad Anno Zero ma sempre condotta da gente che i nostri beneamati politici di destra, ma anche alcuni di “sinistra”, definirebbero “faziosi”. Quasi tutte le volte che ho la malsana idea di guardarlo, altro non mi scaturisce se non un mantra di imprecazioni, soprattutto per la presa di coscienza del livello di bassezza, piattezza e pochezza al quale è arrivata la politica italiana e i suoi autorevoli esponenti.
La puntata di martedì scorso però è stata illuminante; naturalmente si parlava della liberazione del giornalista di repubblica Mastrogiacomo. Tra i vari ospiti, che mi ricordi, c’erano Fassino, Pisanu ex ministro della difesa di Berlusconi e il simpaticissimo e amabilissimo ( leggesi “faccia da cazzo”…) politologo statunitense Luttwak.
Luttwak criticava la politica italiana nella gestione dei rapimenti dei propri connazionali sostenendo che di solito sono sempre gli italiani ad essere rapiti proprio perché il governo italiano tratta con i pericolosi terroristi e questo è un incentivo a nuovi rapimenti e ricatti; che i cittadini americani non vengono rapiti perché i terroristi sanno che l’America non tratta con nessuno e che è sempre disposta a sacrificare la vita di un suo cittadino per la salvezza di migliaia di altre vite, (quali altre vite non l’ho ben capito ma sarà un problema mio…); che i giornalisti in quei posti di guerra non ci devono andare perché sono a rischio: e io intanto pensavo: “ma poi quel poco di informazione su quelle zone di guerra da chi ci arriverebbe? forse dagli americani solerti e obiettivi cronisti? Ahahahahah…!
Luttwak criticava poi il sentimentalismo italiano, segno della debolezza della nostra nazione, che ha portato a tutta una campagna mediatica su Mastrogiacomo, con tanto di foto sue e della famiglia, interviste ai parenti per impietosire l’opinione pubblica e far smuovere quel poco di umana coscienza che ancora resta ai nostri governanti.
Su un punto ha ragione: trattare con i rapitori incentiva i rapimenti…
Il fatto più grave è che, come contropartita per il rilascio dell’ostaggio, siano stati liberati 5 prigionieri talebani e questa pare che sia la prima volta che accade; in origine la richiesta era di sei prigionieri ma il sesto che aveva collaborato con il governo afgano per il rilascio ha pensato bene di chiedere di restare in prigione per non finire nelle mani dei talebani che, in quanto traditore e collaborazionista, gli avrebbero riservato un trattamento ben peggiore…
E’ ha quel punto che ho avuto l’illuminazione e ho capito l’abile mossa strategica doppiogiochista del nostro amato governo di sinistra. In realtà non dobbiamo criticare il rinnovo della missione in Afghanistan perché è tutta una mossa per far sì che, quando qualche italiano viene rapito, come riscatto si acconsenta alla liberazione di pericolosi prigionieri talebani, o forse, ancora più astutamente e subdolamente, è addirittura proprio lo stesso governo italiano a organizzare o simulare i rapimenti per poi far liberare i prigionieri talebani. Ma allora D’Alema e governo stanno conducendo una vera e propria politica estera di sinistra… lui sì che è un vero compagno… e io che pensavo che il ripudio della guerra fosse solo una trappola per le povere allodole di sinistra in campagna elettorale…
Sempre l’amico Luttwak ha criticato il governo italiano perché ha lasciato che la trattativa gli sfuggisse dalle mani e fosse condotta da un semplice "civile", si riferiva al pericoloso sovversivo Gino Strada amico dei talebani e degli afgani ( che per l’americano medio sono la stessa cosa…); non so come mai, ma quando Luttwak ha parlato così, ho avuto la visione di Gino Strada orizzontale in una bara…si sa, gli incidenti in zone di guerra capitano, magari può anche capitare che per sbaglio un soldato americano lo crivelli con una raffica di mitra o che per sbaglio venga bombardato l’ospedale in cui si trova; come si dice? danni collaterali, no….? sono i rischi delle zone di guerra…può succedere…