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venerdì, 12 gennaio 2007

ZANNA BIANCA DOVE SEI ?

Fin dall’inizio dei tempi si è creato un rapporto strettissimo tra gli animali e l’uomo, sia che fossero prede, avversari, o predatori; l’uomo provava per gli animali sentimenti di odio, rispetto, adorazione, paura e le caratteristiche proprie di ogni animale, erano per l'uomo primitivo qualcosa da temere o rispettare; la caccia era un nobile sfida per la sopravvivenza così importante da essere utilizzata come rito di iniziazione dei giovani.
Con il tempo gli animali, agli occhi dell’uomo, diventarono sempre più simili a lui. Era possibile, mediante riti particolari, mettersi in contatto con loro per auspicarne la cattura, per esprimerne il rispetto, o, cosa più importante, cercare di carpirne capacità come forza, astuzia, agilità, ecc…Nacquero poi le divinità antropomorfe; l'animale diventò un dio, e la sua rappresentazione diventò quella di un essere in parte animale e in parte uomo. Un esempio furono le divinità egiziane ma non solo; in tutte le mitologie dei popoli primitivi comparvero esseri simili, non sempre in qualità di divinità ma tuttavia sempre figure cariche di significati magici e religiosi. Gli animali selvaggi ebbero un ruolo centrale nella mitologia di vari paesi anche distantissimi tra loro.
In seguito però la funzione dell'animale antropomorfo mutò: da simbologia di una forza naturale con cui l’uomo doveva necessariamente avere a che fare, esso diventò la rappresentazione di vizi e virtù umane e di sfaccettature della personalità dell’uomo.
Oggi si tende a riversare sugli animali, per lo più quelli domestici, tutte le nostre frustrazioni, insicurezze, paure e il risultato qual’ è? L’uomo si è dimenticato del vero e naturale rispetto che deve intercorrere tra lui e l’animale; tale rispetto dell’uomo verso la natura consisteva proprio nel trattare l’animale da animale e non da uomo.
E invece oggi ecco spuntare cimiteri e alberghi per soli animali, cappottini e accessori di ogni genere per animali domestici, atti tutti ad umiliare quelle povere bestie, con conseguente perdita dell’identità degli animali che non sanno più chi sono, smarriti, frustrati e con problemi psicologici, proprio come l’uomo.
NikoTinbergen e Konrad Lorenz furono i fondatori dell’etologia, quella scienza che studia gli animali non dal punto di vista umano, cioè alla maniera dell’antropomorfismo, ma nella maniera del teriomorfismo, vale a dire l’animale in quanto tale, dal punto di vista dell’animale. L’antropomorfismo è una posizione che può portare ad una delle massime presunzioni degli uomini e cioè quella di presumere di interpretare gli altri per come gli altri sono, dimenticando che siamo noi a interpretarli.
Il risultato è quindi questo: psicologi e farmaci antidepressivi per gli animali.
Anche gli animali potrebbero dire oggi “si stava meglio quando si stava peggio”…
E poi che palle gli animalisti: e la caccia no, e la pesca no, e niente pellicce, e bisogna essere vegetariani o addirittura vegani…non solo si tendono a considerare gli animali come gli uomini ma si cerca di negare che anche l’uomo è un animale; è contro natura pensare che l’uomo non mangi carne dato che la natura l’ ha creato onnivoro. Intendiamoci i vegetariani o vegani che siano possono mangiare tutto quello che vogliono purchè non vengano a dirmi cosa devo mangiare, anche perché alla carne non rinuncio.
Per fortuna ancora oggi c’è chi porta avanti il nobile e antico rito della caccia e ristabilisce la gerarchia tra cacciatore e preda…alla faccia degli animalisti.


Postato da: jaryg a 23:34 | link | commenti (17)


Commenti
#1   13 Gennaio 2007 - 13:53
 
a (s)proposito, ho visto che è uscito il nuovo di martin, l'hai già letto? viste tutte le riserve che già ti feci presente nell'apposito post, pensi che potrei leggerlo o mi farebbe schifo (soprattutto, devo rileggermi gli altri 4 per capirci qualcosa? no, perché non reggerei...)
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#2   13 Gennaio 2007 - 14:21
 
p.s. quando scrivi "fin dall'inizio dei tempi" sei il mio mito.
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#3   13 Gennaio 2007 - 16:07
 
Ho finito di leggere "Il dominio della regina" qualche giorno fa; non è necessario che tu ti rilegga gli altri libri, ma magari hanno dei bignami sui romanzi di Martin... :)
A me è piaciuto, anche perchè dopo dua anni d'attesa...; comunque è un libro di transizione che prepara più che altro a quello che potrà succedere nel futuro della storia.
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#4   13 Gennaio 2007 - 16:10
 
"comunque è un libro di transizione che prepara più che altro a quello che potrà succedere nel futuro della storia."

argh :
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#5   14 Gennaio 2007 - 18:12
 
hai ragione,ma io con il mio cane mi comporto anche in modo forse non giusto,esulo dal discorso l'mo è omo e la bestia è bestia.Che dire?Vivono talemente poco,ci fanno talmente tante feste che mi garba comprargli capottini,portarolo a spasso, e quando morirà anche sepellirlo in un bel cimiterino per cani.Ma si....il cane è mio e me lo gestisco come voglio io,al di là dei consigli dei dottori e scenziati ecc...
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#6   15 Gennaio 2007 - 10:07
 
Ma sei sicuro che sia contento di indossare il cappottino? non gli da fastidio...?
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#7   15 Gennaio 2007 - 19:58
 
io mi ricordo canna bianca...
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#8   16 Gennaio 2007 - 09:44
 
io preferisco la panna bianca...
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#9   16 Gennaio 2007 - 14:35
 
Pure la manna è bianca?

Però una cosa la devo dire. Forse due o tre...
- alberghi per soli animali: a parte quelli ridicoli con tv e cose varie, dove le metti il cane se devi andare via e non te lo puoi portare dietro?
- cappottini: ma se un cane vive in casa a 25° e te lo porti fuori d'inverno, a 0°, e non gli metti il cappottino ti schiatta! Oppure, cosa più probabile, ti tocca spendere una fortuna in veterinari.
- psicologi per cani: a parte il prozac, gli psicologi di solito sono per i padroni dei cani. Una volta, quando il cane viveva separato dall'uomo (all'aperto, in giardino...), il problema non si poneva. Ma vivere con un cane in casa, o promisquamente casa-giardino, può diventare molto problematico, se non sai come fare. Ad esempio, la maggior parte dei cani vengono soppressi perchè non riescono a stare da soli a casa (sindrome di abbandono). Ti assicuro che ti riducono la casa in un... canile! E se non sai come afforntare la cosa è veramente difficile uscirne. Ancora peggio è la convivenza con cani maschi adulti di taglie medie e grandi. Per natura, il cane tende sempre ad assumere la posizione di dominante. Non una volta e poi basta. Ogni tatno ci prova, e testa se il capo sei tu o lui. Molte persone non sanno come affrontare questi problemi, e arrivano a situazioni in cui il cane è padrone di casa, non solo perchè viziato, ma anche perchè comincia ad avere comportamenti "violenti". Sono casi molto più frequenti di quanto si creda e la gente è molto poco avvezza a risolvere questi problemi da sola.

Fine!!!
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#10   16 Gennaio 2007 - 23:00
 
Io penso solo che i cani vadano trattati da cani perchè quella è la loro natura. Trattare da cane un cane non vuol dire non volergli bene e non essergli affezionato. E' come con i bambini, si pensa che se non li viziamo loro ci odieranno, ma non è così. Il cane come tutti gli animali non è fatto per vivere in un ambiente chiuso deve stare all'aperto, il freddo non gli da fastidio (almeno non quanto darebbe fastidio ad un uomo nudo in strada a 0 gradi...); tutti gli animali hanno delle protezioni apposite che siano peli, piume o strati di pelle molto più spessi, per sopravvivere all'aperto anche con temperature rigide; la natura non fa mai le cose a caso...
Il cane poi, come dici tu, soprattutto se di grossa taglia, ha bisogno di un capobranco non di una persona che mostri debolezza. I ruoli devono essere ben definiti, il padrone comanda e si fa rispettare, il cane obbedisce e rispetta il padrone, anche in questo caso è un po' come dovrebbe essere il rapporto tra genitori e figli quando questi sono piccoli... :)
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#11   17 Gennaio 2007 - 16:55
 
Be' si, però il cane è un animale particolare. Io ad esempio, ho dei saluki. Pur essendo una delle razze più antiche, e quidi dovrebbero essere temprati, son comunque cani del deserto. Da millenni passano le giornate all'aperto e la notte dentro la tenda col padrone (di norma, le popolazioni nomadi della persia). Capisci che per quanto si possa adattare a certi climi, se lo metto fuori a 0° gradi tanto bene non sta! :)
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#12   17 Gennaio 2007 - 22:06
 
Beh, sì questo posso capirlo; allora spero che tu gli abbia comprato un tappeto persiano sul quale farli dormire, in modo che si sentano ancora di più a casa loro... :)
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#13   18 Gennaio 2007 - 09:58
 
il capottino glielo metto quando piove,per non farlo bagnare.Se una cosa dovesse infastidirlo si farebbe capire.
Io , fino a un anno e mezzo fa,la pensavo esattamente come te.Mi facevano un po' di senso quelle persone che piangevano per la morte del loro cane o ne parlavano con gioia.Ora che ce l'ho ,ti ripeto,ho rinnovato completamente il modo di vedere le cose.Preferisco il mio achille a molti brianzoli bipedi,pensa un po'
ciao,davide
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#14   18 Gennaio 2007 - 11:39
 
Piangere per la morte del proprio cane o altro animale domestico al quale si è affezionati è comprensibilissimo.
Sul fatto poi che il tuo Achille sia meglio di tanti altri esseri umani, ne sono più che sicura, anche se non lo conosco.
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#15   19 Gennaio 2007 - 14:51
 
tappeto persiano, eh? :)
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#16   19 Gennaio 2007 - 22:03
 
Eh sì Anima, non hai detto che i saluki sono una antica razza di cani del deserto i cui padroni in origine erano popolazioni nomadi della Persia...?
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#17   20 Gennaio 2007 - 13:08
 
vabbe' anima non preoccuparti, presto con sto caldo saremo desertificati anche noi e i tuoi cani staranno benissimo.
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