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martedì, 02 gennaio 2007

ANGELI O DEMONI?

Stava lì, seduto alla scrivania; un vecchio uomo di novantun anni. La stanza era buia; solo la luce del fuoco che bruciava nel caminetto e quella di una lampada che illuminava il centro del tavolo sul quale stava scrivendo qualcosa su un foglio, con una penna d’oca bianchissima, o così pareva.

“19 agosto 1980

Scrivo queste parole perché so che ormai i miei giorni terreni sono giunti al termine, così come anche la mia dannazione terrena.
Venne anche per me il momento in cui Dio mi mise alla prova; mi disse: “Vai Serathon, mio fidato angelo, scendi sulla terra e prendi per me una vita”.
Si trattava di una vita di appena tre settimane.
Entrai in casa; la madre, una giovane donna di nome Klara, si era allontanata dalla stanza dopo aver sopito con una dolce cantilena i vagiti della piccola creatura avvolta in una calda coperta. Il bimbo ora stava dormendo nella culla placido e indifeso, incosciente di quello che sarebbe stato il suo terribile futuro.
Mi avvicinai a lui consapevole del mio dovere e pronto ad eseguire il mio compito.
Improvvisamente il piccolo spalancò gli occhi, due occhi azzurri e profondi come il cielo da cui provenivo; mi fece un grande sorriso dovuto probabilmente alla vista delle mie ampie ali color perla, fulgide come i raggi del sole e dal mio aspetto che era tanto rassicurante quanto tremendo il mio incarico.
Fu in quel momento che esitai; come potevo compiere un atto del genere? Come poteva Dio darmi un compito così tremendo? Era solo un bambino. La mia fede vacillò, non eseguii l’ordine, condannando me alla dannazione eterna e milioni di persone alla morte.
Dio per questo mi punì.
Fui incarnato in uomo; nacqui nello stesso giorno della mia disobbedienza, il 12 maggio 1889; la mia vita passò relativamente tranquilla fino al giorno in cui il bimbo che salvai allora dalla morte, ormai diventato uomo, costrinse me e la mia famiglia ad una vita da reclusi e in seguito decretò la morte di tutti i miei cari e non solo.
Dio mi condannò inoltre ad essere l’unico a sopravvivere allo sterminio della mia famiglia.
Voglio chiedere scusa all’umanità intera e, a più di trent’anni dalla vostra morte, voglio chiedere scusa soprattutto a te Edith, mia cara moglie e a voi due mie adorate figlie Margot e Annelies Marie, perché con la mia mancanza di fede vi ho condannate ad una vita tremenda e ad una morte atroce.
Avrei voluto potervi raccontare tutto, esprimervi il mio tormento e chiedervi perdono per quello che avevo fatto quando ancora eravate in vita.
Avrei voluto, ma non ho avuto il coraggio di confessarvi di essere, io stesso, la causa dei nostri mali e della nostra disgrazia.
Cara piccola Anna, queste parole che qui ho scritto, a differenza del tuo diario ormai conosciuto in tutto il mondo, non verranno mai lette da alcuno.”

In fede:

Otto Heinrich Frank (angelo decaduto)

Si alzò dalla scrivania e con passo lento e stanco si avvicinò al caminetto; guardò per un ultimo istante il foglio; fissò soprattutto le lettere che componevano il nome SERATHON; sì, proprio quello, fino a qualche decennio prima e per secoli, era stato il suo nome.
Gettò il foglio tra le fiamme insieme alla piuma con la quale lo aveva scritto, ultimo ricordo della sua ormai lontana esistenza angelica.
Si sedette sulla poltrona e guardò bruciare la carta mentre un pensiero continuava a tormentarlo:
“Eppure bastava poco quel giorno, quel maledetto giorno; bastava solo che sfiorassi con la mano il viso del piccolo Adolf e lui sarebbe morto; perché ho esitato? Chi ero io per mettere in dubbio la volontà di Dio? Dio mi ha affidato una grande missione e io l’ ho tradito; o forse Lui stesso sapeva che avrei fallito e scelse me di proposito per punirmi e per dare una lezione all’umanità? Non dovrei tormentarmi così, forse era proprio quello che Lui voleva. No, non può essere, è solo il mio ennesimo tentativo di dare una giustificazione al mio fallimento…”
E su questo pensiero, ormai stremato, chiuse gli occhi e lentamente si addormentò per un’ultima e definitiva volta.


Postato da: jaryg a 15:34 | link | commenti (6)


Commenti
#1   02 Gennaio 2007 - 15:35
 
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#2   03 Gennaio 2007 - 10:04
 
porcoddio
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#3   03 Gennaio 2007 - 11:44
 
mah, e se fosse stato adolf stesso l'angelo caduto?
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#4   03 Gennaio 2007 - 14:31
 
Negroniglio, amen...

Abteilung, in effetti avrei potuto scrivere di Hitler incarnato in uomo perchè non aveva eseguito l'ordine di Dio di sterminare l'intera razza umana e per questo è stato punito con la possibilità di uccidere solo qualche milione di persone...
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#5   04 Gennaio 2007 - 10:31
 
Ho sognato abt, ora vado a dirglielo.
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#6   08 Gennaio 2007 - 12:24
 
bello

il fallimento. nessuna consolazione, già
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