IO PRESEPIO, TU PRESEPI, EGLI PRESEPIA
sottotitolo: NON COMMETTERE ATTI IMPURI
Il segno della trasgressione e dell’irriverenza religiosa è insito in noi fin dalla piccola età; chi non ha mai cantato alle elementari la rivisitazione irriverente di “Tu scendi dalle stelle”…? “Tu scendi dalle stelle/ coi pattini a rotelle/ e vieni in una grotta/ con una gamba rotta…?”
Beh, io e i miei compagnucci la cantavamo e aveva un valore ancor più dissacrante proprio per il fatto che la scuola che frequentavo era un collegio di suore.
Questo forse è lo spirito con cui sono state create due opere che hanno scatenato polemiche nel periodo pre-natalizio.
A Bologna dentro Palazzo d’Accursio, sede del Comune, è stato allestito un presepe ad opera dell’artista Wolfango Peretti Poggi le cui statuine sono rappresentazioni di personaggi noti dello spettacolo e della politica; tra le varie statuine, oltre a quella di Romano Prodi in bicicletta e dell’amatissimo ex-sindaco di Bologna Giuseppe Dozza, ce n’è un’altra che ha suscitato le ire del cardinal Carlo Cafarra arcivescovo di Bologna; si tratta della statuetta raffigurante una prorompente Moana Pozzi inseguita dalla Morte con tanto di falce. Il cardinale aveva persino minacciato di non presenziare all’inaugurazione della mostra se la statuetta di Moana non fosse stata tolta. Wolfango ha così risposto: “Il cardinale Cafarra può anche non venire, Cristo accettava le prostitute. Moana rappresentava la vita al suo massimo splendore inseguita dalla Morte che la raggiungerà (…)”.
Ma io dico, non sarà più scandalosa la presenza di Prodi nel presepe, almeno Moana a reso felici milioni di italiani, Prodi decisamente molti ma molti di meno… 
Ma, sempre a proposito di censure ecclesiastiche natalizie, come non segnalare anche il caso scoppiato qualche settimana fa a Bolzano? L’opera in questione è quella del giovane artista altoatesino di fama, Aron Demetz: si tratta di un video commissionato dalla Curia vescovile per essere proiettato nel Duomo nel periodo di svolgimento del famoso mercatino natalizio, in cui si vede un Gesù bambino biondissimo, con gli occhi azzurri, etereo, evanescente completamente nudo, che gioca davanti alla telecamera e che alla fine allarga le braccia e lascia cadere la testa sul petto, come se fosse crocifisso. Il bimbo è stato immerso in una nebulosa dissolvenza che ne fa intuire le forme, più che mostrarle. In origine il video di Demetz non aveva neppure questa dissolvenza ed è stata fatta inserire in tutta fretta dai responsabili della curia che pensavano in questo modo di evitare le polemiche.
Ma ecco subito pronto il coro dei puritani e degli esponenti della chiesa che gridano “allo scandalo!”. Rudi Benedikter, vicepresidente del consiglio comunale di Bolzano ha affermato che si tratta di un'opera “scioccante, inquietante, di cattivo gusto”, " Una inaccettabile commercializzazione della Chiesa, attraverso un bimbo la cui immagine è al limite della pedofilia. Anzi, ai pedofili piacerà parecchio"; seguito dalle affermazioni del teologo Paolo Renner, uno dei sacerdoti più seguiti in Alto Adige: "Una rappresentazione pseudocristiana, in stile new age, assai distante dalla tradizione e dal messaggio natalizio”
In realtà il bambinello new age non è altro che il figlio dello stesso autore dell’opera, Demetz.
Ma è possibile che i preti quando vedono un bambino nudo o una donna nuda gridino al peccato, allo scandalo, all’oscenità, alla pedofilia e alla pornografia?; forse è per via di quel detto. “occhio non vede cuore non duole” o anche di quell’altro “la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”?
Probabilmente l’immagine del bimbo biondo è stata sfumata per evitare che gli stessi preti iniziassero a “toccarsi” irrefrenabilmente in mezzo al mercatino alla vista di quel bambino nudo…
Ma facciamoli sposare questi preti o rendiamo moralmente, legalmente e cristianamente lecita la possibilità di utilizzare i soldi delle offerte dei fedeli per farli intrattenere dalle gentili signorine che passeggiano ai bordi delle strade, di notte e che, avvicinandosi, gli sussurrano all’orecchio dolci parole come: “cinquanta gi bocca e cento l’ammore…” possibilmente nigeriane così potrebbero giocare al missionario e alla povera terzomondista.
Perchè altrimenti li vedremo presto girovagare all’uscita delle scuole con lo stesso sguardo che potrebbe avere Giuliano Ferrara davanti alle vetrine di una pasticceria dopo essere stato costretto a dieta forzata per tre mesi perchè reduce dall’Isola dei Famosi.
E ora per concludere un’allegra barzelletta in tema:
Un tale si sta confessando: "Mi benedica padre perchè ho molto peccato!". "Dimmi figliolo, quali sono i tuoi peccati?". "Padre... ebbene sì... ho violentato un bambino!". ll prete scandalizzato: "Ma Santo Dio! Come può un uomo ridursi così in basso? Come puoi aver traviato, rovinato un tenero virgulto, un esserino indifeso e dolce, un agnellino di Dio...". Dopo un quarto d'ora di rimproveri e di costernazione da parte del prete: "Ma andiamo avanti cos'altro hai fatto?". "Beh... veramente ho anche bestemmiato... Il prete sospirando: "Eh sì lo so... non stanno mai fermi vero?"
Se non vi basta qui ne trovate altre.