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venerdì, 30 novembre 2007

POVEVO PVINCIPVE…

Facce come il culo in Italia ne avevamo già tantissime, c’era tutto questo bisogno di farne entrare altre?
Prima o poi ce lo dovevamo aspettare; mi riferisco ai Savoia e alla loro all’alzata di testa dei giorni scorsi. Certo magari se fossimo stati in Francia la testa glie la avrebbero fatta volare via molto prima anziché dargli la possibilità di salvare la pelle, possibilità che ora gli ex reali chiamano in modo molto irriconoscente e negativo “esilio”.
I real poveretti si sentono violati nei loro diritti in particolare sostengono che lo Stato italiano ha violato sia la Costituzione, il principio di uguaglianza e il diritto alla proprietà, sia la Convenzione europea dei diritti dell'uomo che aveva ratificato e bla, bla, bla…
Così, prima hanno mandato al presidente del Consiglio e al capo dello Stato una lettera di richiesta per danni morali subiti con l’esilio dicendo che è solo una questione di principio e di giustizia per la violazione dei loro diritti; poi però hanno incaricato un avvocato per avviare un procedimento per ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per ottenere un risarcimento per danni morali che hanno quantificato nella modesta e simbolica cifra di 260 milioni di euro per “i danni subiti dai Savoia con l'esilio, il pretium doloris e il danno alla vita di relazione". Inoltre nel computo dei danni, è considerato il divieto ancora in vigore per gli eredi maschi di avere beni in Italia , insomma rivogliono anche tutti i beni (immobili e gioielli) che gli sono stati portati via.
Hanno specificato però che i soldi non sono per loro, sia ben chiaro, perché hanno intenzione di devolverli ad una fondazione la “Fondazione Savoia” che si occuperà di portare avanti progetti in favore delle fasce meno agiate della popolazione per aiutare gli italiani che ne hanno bisogno"
Inoltre Emanuele Filibevto ha dichiarato che "sicuramente i Savoia li spenderanno meglio di come li sta spendendo questo governo". Premesso che allo stato attuale chiunque potrebbe dire di spenderli meglio, visti i precedenti (associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e di sfruttamento della prostituzione e legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana) probabilmente la fondazione impegnerà quei soldi in modo molto costruttivo, per esempio:

1) gestire una casa di appuntamenti con squillo a buon prezzo ("Il 'capo' avrebbe preferito una bionda e ha giudicato 200 euro eccessivi per la prestazione"), per loro stessi, per gente di classe, mafiosi o politici che, per esempio, a causa dei loro impegni sentono la mancanza della moglie, fornendogli un "pacchetto completo".

2) creare una società che acquisterà medicinali da società farmaceutiche di “loro amici” per inviarle nei paesi del terzo mondo; si tratterà ovviamente di roba non proprio tarocca, “ma roba di basso costo in barba a qualsiasi brevetto”, per esempio flebo, specifichiamo ancora tutta roba assolutamente “di bassissimo costo perchè è per il terzo mondo". ("Bassissimo costo! Quella è acqua! E' acqua e zucchero").

3) organizzare manifestazioni filantropiche, per raccogliere fondi a favore di associazioni che assistono minorenni vittime di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia, con la speranza di incontrare in tali eventi povere ragazzine minorenni da raggirare e costringere a subire “nobili” prestazioni sessuali ("Speriamo che ci sian delle belle bambine, così le s...", dice Gian Nicolino Narducci, stretto collaboratore di Vittorio Emanuele, al principe, che ribatte subito: "Subito, sì, urlando!").

4) Traffico illecito di armi.

5) Tornei di tiro a segno al tedesco.

I poveracci si lamentano della vita grama che hanno avuto e di tutti gli stenti che hanno sofferto nella loro villa con piscina in Svizzera durante il loro esilio; probabilmente si sono fatti forti anche a seguito dello spot svizzero per disincentivare l’immigrazione che è stato mandato in onda in diversi stati dell’Africa occidentale, per far vedere come in realtà la Svizzera non sia un paradiso per gli immigrati, anzi tutt’altro.
"Papà, sono Christian, va tutto bene". Un giovane africano parla da una cabina telefonica di un non ben definito paese europeo. Sotto una pioggia battente racconta al genitore la sua nuova vita, ha fatto un buon viaggio, è ospitato da amici e studia all'università. Tutto falso, soltanto fantasie. Mentre narra la sua storia sul piccolo schermo la verità viene smentita da immagini rapide e violente che mostrano l'esatto contrario. E' un clandestino, è stato protagonista di un drammatico sbarco, alloggia in centro di detenzione, campa di elemosine, è braccato dalla polizia. Il sogno occidentale per lui è un incubo e il messaggio è chiaro: non ci venite, non credete a chi vende miraggi, qui è dura da morire, statevene a casa; questo mondo non è fatto per voi.
Dopo oltre due minuti di episodi maledetti, appare lo slogan conclusivo. "Scappare non vuol dire costruirsi una nuova vita". Il ministro della Giustizia elvetico, il conservatore di destra Christoph Blocher, ha dichiarato: "Dobbiamo mostrare agli africani che la Svizzera non è l'Eden".


Postato da: jaryg a 12:32 | link | commenti (1)

lunedì, 26 novembre 2007

MR.EDDY: LESSON N. 1   

L’educazione stradale è importante; magari, mentre ti trovi a percorrere in macchina una strada, fai un sorpasso sgradito alla macchina davanti, forse perché azzardato o con qualche gesto scortese di troppo; può capitare per questo che il conducente della macchina sorpassata non gradisca e se hai la sfortuna che questa persona sia anche un violento, magari un pluripregiudicato, ti insegua con la macchina, si piazzi di fianco a te, ti costringa ad accostare e a fermarti su una piazzola di servizio; se si è arrabbiato particolarmente forse ti fa scendere a forza dalla vettura e ti gonfia di botte riducendoti in fin di vita per poi ripartire tranquillo sulla sua vettura lasciarti dolorante in mezzo alla strada…
Pensate che vi stia raccontando la scena di un film? quella di Strade Perdute di David Lynch in cui Mr. Eddy, il gangster locale, “insegna” l’educazione stradale al tipo che lo ha appena superato facendogli il dito…?
E invece no, è un fatto di cronaca avvenuto alle 13.00 di ieri sull’autostrada A10 tra Genova e Varazze in una piazzola di sosta; la vittima è Franco Giuliani spedizioniere fiorentino di 61 anni che e' stato appunto massacrato a calci e pugni da Paolo Iuliano, sanremese di 32 anni pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, il quale stava viaggiando in macchina insieme alla compagna e due parenti. All'origine del pestaggio c'era stato un diverbio a causa di un sorpasso poco gradito da Iuliano. La vittima è riuscita a guidare fino all'area di servizio di Sant'Ilario, a Genova, ha chiesto soccorso ed è stato trasportato in ambulanza all'ospedale San martino di Genova, dove poi è andato in arresto cardiaco. I medici lo hanno rianimato e ora versa in condizioni disperate nel reparto di rianimazione del nosocomio genovese. Era stato lui stesso, prima di perdere i sensi, a riferire che all'origine del pestaggio c'era stato un diverbio per questioni di viabilita'.


Postato da: jaryg a 15:00 | link | commenti (14)

giovedì, 15 novembre 2007

SVIZZERA, LA NAZIONE DELL’AMMMORE…

Mentre in Italia il mondo del calcio sta esplodendo in tutta la sua violenza pare invece che la Svizzera abbia preso alla lettera lo slogan “fate l’amore e non fate la guerra”.
E’ di questi giorni la notizia infatti che 12 tra giocatori ed ex giocatori della squadra di calcio del Football Club Thun del cantone di Berna siano stati fermati con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali (in forme diverse) con una quindicenne ( la quale è il caso di dire che si è proprio fatta tutta una squadra di calcio) ; I 12 indagati affermano che la maggior parte dei rapporti sessuali avvenivano con il consenso della ragazzina che a questo punto definirei grande tifosa, una specie di groupie…Ora i giocatori indagati rischiano parecchio perché, indipendentemente o meno dal fatto che siano atti avvenuti con il consenso della minorenne, la legge penale svizzera in materia è molto chiara: gli atti contro l'integrità sessuale sono perseguiti d'ufficio se commessi con una persona di età inferiore ai 16 anni e la differenza di età tra le persone coinvolte è maggiore di tre anni. Chi si rende colpevole di un simile reato rischia fino a cinque anni di prigione.
Solo poco tempo prima due giocatori della squadra di disco su ghiaccio, due speranze dell’hockey locale de La Chaux-de-Fonds, sono stati condannati per stupro a 30 mesi di carcere da scontare rispettivamente a 22 mesi con la condizionale.
In vari cantoni svizzeri diversi allenatori di squadre giovanili sono stati condannati per abusi sessuali su minorenni. Casi di abusi sono venuti alla luce anche nell'ambito della ginnastica, del nuoto e dello sci alpino.
Il problema è preso molto sul serio dalla dirigenza della squadra locale di calcio di Berna gli Young Boys . Charles Beuret, portavoce del club, sostiene che i giocatori stranieri senza famiglia sono i più esposti. Per questa ragione, il club cerca di fornire loro un accompagnamento per integrarli e un sostegno sociale, affinché le "scappatelle sessuali" diventino superflue. Un po’ come accade per i nostri politici insomma… Ma in Svizzera non ci sono “veline”? Sarebbe forse il caso di esportargliene un po’ delle nostre.
Beuret parla di un codice di condotta, firmato da tutti i membri di una squadra e che prevede pesanti sanzioni in caso di violazione. "Ogni club deve provvedere affinché le relazioni tra i giocatori e i tifosi siano conformi alle norme sociali”.
Pare che in Svizzera gli abusi sessuali su minori in ambito sportivo in generale, non solo nel calcio, siano molto frequenti, si parla di circa 5000 casi all’anno.
Però questi svizzeri, li fa freddo ma sembra che non riescano proprio a tenersi i pantaloni allacciati.
Il problema è così ampio che dal 1998 l'Ufficio federale dello sport e Swiss Olympic hanno dato via ad una campagna denominata "mira" il cui obiettivo principale è di proteggere i giovani dagli abusi sessuali nello sport.
In Svizzera ogni anno molti minorenni attivi in società sportive subiscono degli abusi sessuali o delle violazioni della loro sfera intima A macchiarsi di questi delitti sarebbero soprattutto gli allenatori e i responsabili delle società; la maggior parte delle volte gli abusi avvengono fuori delle mura delle società, per esempio a casa degli allenatori, e non al loro interno.
Insomma in Svizzera gli allenatori svolgono un po’ il ruolo sociale dei preti qui in Italia…


Postato da: jaryg a 12:28 | link | commenti (5)