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sabato, 06 maggio 2006

ITALIAN STYLE RULES

C’è un inconfondibile stile italiano che ci contraddistingue in tutto il mondo e che è sempre stato definito all’estero con la frase “ Italiani: pizza, mafia e mandolino” ; tale immagine ci ha sempre indignato molto ed è stata considerata da noi un luogo comune banale, qualunquista e ingiustamente denigratorio nei nostri confronti.
E noi che pensiamo “ma che credono degli italiani? che siamo quelli di Al Capone e della Little Iitaly newyorkese? L’Italia non è questo, l’Italia è storia, cultura, arte, paesaggi splendidi”.
Poi accadono certe cose e pensi che alla fine l’immagine che all’estero hanno di noi non è poi così sbagliata, soprattutto per quel che riguarda la parola “Mafia”. Il problema e che con mafia e mafiosi non si vuole intendere personaggi come Provenzano, Riina, Brusca. Certamente quella è la formale istituzione della Mafia con la M maiuscola, in realtà quello a cui si riferiscono all’estero è questo nostro made in italy che ci caratterizza e caratterizza tutte le sfere e i campi della nostra società italiana. C’è una sensazione di deja vu che si percepisce ogni qual volta scoppia qualche scandalo indipendentemente dal campo e dall’ambito a cui si riferisce.
In questi giorni è all’attenzione di tutti il caso Juventus-Moggi-Pairetto & Co. che ha evidenziato (come se non lo si sapesse già da tempo) di quanto il calcio fosse malato sporco e corrotto.
E poi immancabile la solita reazione degli italiani che si indignano per la scoperta dell’acqua calda.
Forse la mia sopra citata sensazione di deja vu è dovuta al fatto che gli stessi discorsi li ho sentiti già fare in passato per i socialisti che rubavano, tangentopoli, il sistema bancario e finanziario italiano, vedi Parmalat e Antonveneta, Ricucci, Fazio, Fiorani e compagnia bella.
E’ la nostra formula matematica, invertendo i fattori il prodotto non cambia e che dire se non ”è tutto un magna magna”?
Che tutto il sistema calcistico italiano fosse corrotto e sporco ovviamente lo avevo già constatato quest’estate con la retrocessione in serie C del mio neopromosso in A Genoa, con l’accanimento che c’è stato contro il suo Presidente Preziosi e contro tutta la squadra, di come la questione, agli occhi di chi ha seguito attentamente la vicenda, fosse così sporca da pensare che probabilmente il calcio non avrebbe potuto reggere a lungo in questo modo, quando si tira troppo la corda.
Premesso che nel caso Genoa, in particolare, non è stato provato che Preziosi abbia comprato la partita con il Venezia, che plausibilmente è stato sostenuto che 250 mila euro nella famosa valigetta dovevano servire in realtà per l’acquisto sotto banco del giocatore Maldonado; premesso che è molto strano che si accusi un presidente di essersi comprato una partita mentre nessun giocatore di nessuna delle due squadre, ne tanto meno gli allenatori, siano stati accusati di essere coinvolti nella vicenda e quindi non si capisca coma possa essere modificato l’esito di una partita senza il coinvolgimento dei diretti interessati (certo un altro modo c’e’ si comprano gli arbitri…Moggi insegna); premesso che è stato dimostrato che la sentenza con cui è stato mandato il Genoa in serie C è stata scritta diversi giorni prima che i giudici sportivi si riunissero per dibattere il caso alla presenza degli avvocati della difesa del Genoa, (ricordo infatti che il file su cui è stata scritta la sentenza è stato spedito negli Stati Uniti per essere analizzato dalla Microsoft i cui periti hanno stabilito con certezza che la sentenza è stata scritta prima ) e questo dimostra la serietà e l’affidabilità della giustizia sportiva; tralasciando la patetica vicenda dei giudici che anziché ascoltare le istanze difensive degli avvocati sghignazzavano e si scambiavano bigliettini come neanche dei bambini alle elementari avrebbero potuto fare tra i banchi di nascosto alla maestra; io mi chiedo ma se il Genoa dalla A è stato sbattuto in C con meno tre punti di penalizzazione su una presunta e non provata compravendita di partita, in proporzione, alla Juventus cosa dovrebbero fare? toglierle qualche scudetto? sospenderla dal campionato per qualche stagione e farla ripartire dalla C1? In un altro paese potrebbe essere così ma in Italia no. Tra un mese inizieranno i mondiali di calcio, all’estero continueranno a darci dei mafiosi e a settembre ricomincerà il campionato come se niente fosse sucesso; daranno un bel buffetto sulla spalla di Moggi e della Juventus dicendogli “cattivelli queste cose non si fanno! per questa volta passi ma vedete di comportarvi bene in futuro” e tutto ritornerà alla “normalità”.
Tengo a precisare che:
1) ho citato solo la Juventus perché è questa la squadra direttamente coinvolta dalle intercettazioni di Moggi, ma sarebbe riduttivo e ingiusto limitarsi alla “Vecchia Signora”, ce n’è per tutti…
2) Carraro che fa tanto l’indignato e dice che farà luce su quello che è accaduto, è anche lui nient’altro che un mafiosetto -solo un po’ meno potente di Moggi- al quale viene lasciato un piccolo spazio per gestire i suoi sporchi affarucci.

Oggi prende il via l’’89° edizione del Giro d’Italia quindi come concludere se non con la frase di Bartali “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”


Postato da: jaryg a 15:43 | link | commenti (26)