Eccomi

Blogger: jaryg

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 22 aprile 2006

BLOOMING DAYS



Ha aperto le porte ieri alla Fiera Internazionale di Genova e durerà fino al primo maggio, la quarantesima edizione di Euroflora la più importante mostra botanica europea che si tiene ogni cinque anni nella mia amatissima e “Superba” città.
La prima volta che la vidi dovevo avere circa 12 anni, forse in una visita scolastica nei primi anni delle medie. Il colpo d’occhio era veramente notevole; un palazzetto dello sport ormai irriconoscibile in quanto tale tanto da sembrare una gigantesca serra spaziale, una di quelle applicazioni biologiche finalizzate alla rigenerazione ambientale e alla produzione di cibo per future missioni abitate verso Marte o altri pianeti, come quelle viste nei film di fantascienza.
Io, all’epoca piccola gnoma occhialuta e pestifera, insieme alla mia tribu’ di compagnucci di scuola ci muovevamo rumorosi in questo ambiente incantato e fiabesco a metà tra una foresta popolata di fate, unicorni e creature fantastiche e il verde e colorato paesaggio dei teletubbies; camminavamo rapiti tra mugolii di stupore: “oh, guarda…!”, “ oh, che bello…!”, “oh, hai visto quella che strana…” ( eh sì, i bambini fanno proprio ohhh…!)
Un’incredibile colpo d’occhio, un mare di verde con tante macchie di colore e poi incredibili giochi d’acqua, fontane e ruscelli, ponticelli in legno su stagni d’acqua artificiali illumininati con stupefacenti giochi di luce. Composizioni floreali di ogni tipo e dimensione, insomma, un piacere per gli occhi e per l’animo.
E poi il momento del pranzo in cui anche un semplice panino al prosciutto acquistava tutto un altro sapore; quanti possono raccontare di aver fatto un pic-nic nel mezzo di un palazzetto dello sport…?
Consiglio a chi non l’avesse già fatto di andarla a visitare, almeno una volta, ne vale proprio la pena, e se siete allergici ai pollini, fatevi una bella “dose” di antistaminici e via…


Postato da: jaryg a 15:02 | link | commenti (9)

sabato, 15 aprile 2006

BUON NATALE ALL’INSEGNA DELL’UOVO.


L'uovo è da sempre un oggetto simbolico che racchiude in sé la potenzialità della vita ed è per questo che è presente nella tradizione culturale di molti popoli. Popoli e culture diverse, in diverse epoche hanno attribuito all'uovo una forte simbologia: nascita e rinascita, vita, benessere e guarigione, origine dell'uomo e dell'universo.
I simboli della fertilità sono, secondo le antiche tradizioni pagane, il coniglio, i fiori e le uova. Tutto ciò che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno), perpetua la vita vegetale.
Narrano i miti che all’inizio era il caos, forza vitale in cui l’Uovo primordiale o cosmogonico, era presente come Embrione o Germe di vita. Il caos si materializza come uccello che depone l’Uovo del mondo. Per gli egizi era un’oca, non per nulla su molti sarcofaghi era incisa questa frase: “Io sono l’Uovo che era nel ventre della grande Oca”. Per i greci l’Uovo del mondo era d’argento, deposto da una dea in forma di colomba. Brahma nasce insieme al mondo dall’Uovo di un cigno. I Sumeri e babilonesi credevano che una colomba sorgesse dalle acque primordiali. Una Dea Uccello depone l’Uovo Rosso per i Druidi. Uova sono state trovate nelle tombe del Neolitico, uova di argilla nelle sepolture in Russia e Svezia. Le “Stupa” monumenti sepolcrali buddisti, sono a forma di uovo. I babilonesi usavano festeggiare l’arrivo del nuovo anno regalando uova.
La vita è una continua metamorfosi e anche l’Uovo deve evolversi e dar modo alla vita stessa di proseguire, perciò l’uovo, più che simbolo di nascita, è “rinascita”. Per gli antichi, l’arrivo della primavera coincideva con l’inizio del nuovo anno e quindi si festeggiava mangiando uova.
Le uova, già associate alla primavera da secoli, con l'avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell'uomo stesso, della resurrezione di Cristo che uscì dalla sua tomba come un pulcino esce dell'uovo.
Il dono dell'uovo come testimonianza di amicizia e di amore ha origini molto antiche, strettamente connesse alla sua simbologia di vita, trascendenza e continuità.
Oltre ad essere decorate, regalate e mangiate, le uova sono state le protagoniste da secoli e in tutto il mondo di rituali e giochi tradizionali che a volte fanno ancora parte del costume locale;
Forse sono stati i Persiani i primi a rendere l'uovo oggetto di giochi rituali e di banchetti e a considerarlo apportatore di fortuna, fertilità e prosperità. Presso gli Egizi esso era considerato elemento dell'origine del Creato e anche simbolo di ritorno alla Vita, mentre i Cinesi ritenevano il suo involucro il contenitore del "tutto", materia e pensiero e credevano che dall’uovo fosse nato il primo uomo.
La "magia" della inspiegabile nascita di una creatura da un oggetto così strano, alimentava la credenza che le uova possedessero poteri speciali. Per questo motivo presso alcuni popoli esse erano ritenute di buon auspicio alle spose, rivelatrici del sesso del nascituro per le donne in attesa, capaci di allontanare malefici e disgrazie dalle case che le avevano seppellite nelle fondamenta e fautrici di abbondante raccolto per i contadini che le sotterravano durante la semina. Le stesse sostanziali credenze furono condivise da Greci, Assiri, Babilonesi, Celti, Visigoti e Romani e si tramandarono alla società medioevale e oltre. Nei Paesi ortodossi , le uova sono messe in relazione con la Morte e vengono poste sopra la bara o la tomba al momento della sepoltura. Ma dietro a questo rito funebre si rivela ancora il senso della rinascita, generalmente attribuito all'uovo. Nel rito della cena della Pasqua ebraica, l'uovo ricordava i sacrifici offerti nel Tempio di Gerusalemme ed essendo esso simbolo di unità, non doveva essere diviso tra i partecipanti alla cena perché la sua rottura avrebbe significato la distruzione della Vita.

E a proposito di uova, ricordo che da poco è stato sciolto l’ancestrale dilemma se sia meglio l’uovo o la gallina. Infatti durante la due giorni promossa in Vaticano, alla fine di febbraio 2006, dalla Pontificia Accademia per la Vita, Benedetto XVI, ricevendo in udienza il 27 febbraio i partecipanti al convegno, ha svelato il quesito stabilendo l’equazione risolutrice: l’uovo è uguale alla gallina. Il pontefice, non mostra una grande familiarità con la terminologia dei genetisti (forse è per questo che non è biologo-genetista ma Papa), ma ricordo che è “infallibile”.
Il sommo teologo ha dichiarato infatti che, secondo le sue informazioni, Dio ama l’embrione prima ancora che si impianti nell’utero (ossia quando ancora non è un embrione ma un ammasso indifferenziato di “blastomeri”). A una simile imprecisione terminologica è stato tuttavia portato dai suoi fidati esperti, che hanno intitolato il congresso “L’embrione umano nella fase reimpianto”. Le sue parole vanno dunque interpretate nel senso che dio ama l’ovocito da quando è fecondato, avvenga la cosa in un laboratorio o in un letto domestico, anche se, visto che Dio ama tanto gli ovociti fecondati, non si capisce perché lasci che nove su dieci non si fissino o vengano rapidamente espulsi. Questo, per quanto riguarda l’uovo. Per quanto riguarda la gallina, aggiunge il Benedetto, per completare l’equazione, che «l’amore di dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre e il bambino, o il giovane, o l’uomo maturo, o l’anziano».


Postato da: jaryg a 21:02 | link | commenti (4)

mercoledì, 12 aprile 2006

TUTTI MI VOGLIONO, TUTTI MI CERCANO…

Due giorni fa sono stati resi pubblici dalla magistratura i verbali degli interrogatori di Fiorani.
L'ex amministratore delegato di Bpi Gianpiero Fiorani, al quale da qualche giorno sono stati concessi gli arresti domiciliari, ha detto ai magistrati milanesi che conducono l'inchiesta sulla tentata scalata della banca lodigiana ad Antonveneta, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi gli disse di star tranquillo circa l'operazione. Lo si legge in un verbale tratto dall'ordinanza, di cui Reuters ha potuto leggere uno stralcio, con la quale il gip Clementina Forleo ha scarcerato ieri Fiorani e l'ex direttore finanziario di Bpi Gianfranco Boni, concedendo a entrambi i domiciliari. "Andammo da Berlusconi in Sardegna per il giorno di San Lorenzo. Era l'agosto 2004. C'eravamo io, [il deputato di Forza Italia Cesare] Previti e Berlusconi con le nostre mogli", si legge nel verbale citato nell'ordinanza. "Ricordo che gli portai un cactus, ma era enorme, trenta o quaranta chili e cercando di caricarlo sulla barca mi coprii di ferite". "Prima di pranzo ci riunimmo e io mostrai a Berlusconi delle slide per illustrargli la nostra operazione Antonveneta".
"Incontrai Berlusconi in una seconda occasione del Salone nautico di Genova nell'ottobre 2004 -- proseguono le dichiarazioni a verbale di Fiorani -- e lui volle sapere che cosa avevo detto ai magistrati che mi avevano interrogato per la questione Hdc. Voleva sapere se Crespi aveva bobine con registrazioni. Gli dissi: 'Stia tranquillo'. E lui rispose: 'E lei stia tranquillo per la scalata'.
Luigi Crespi, ex sondaggista di Berlusconi, venne arrestato dalla procura di Milano per circa una settimana fra le fine di settembre e l'inizio di ottobre 2005, con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta per il fallimento da 35 milioni di euro della sua società di comunicazione Hdc. L'inchiesta su Hdc vede indagato anche Fiorani per concorso in bancarotta.
Fiorani, nel verbale riportato nell'ordinanza del gip, cita ancora un incontro col presidente del Consiglio. "Poi ci rivedemmo ad Arcore tra dicembre e gennaio del 2005 - ha messo a verbale l'ex ad di Bpi - Quando parlai con Berlusconi capii che sapeva cose che non doveva sapere. Evidentemente Grillo lo teneva informato". Il senatore di Forza Italia Luigi Grillo è da tempo iscritto sul registro degli indagati della procura di Milano per concorso in aggiotaggio nell'ambito dell'inchiesta sulla fallita scalata ad Antonveneta, secondo quanto riferito da fonti giudiziarie. Fiorani e Boni sono indagati con l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, ricettazione e aggiotaggio.(www.canisciolti.info )
Ma chi sono Crespi e la Hdc?


Da “Il crac Hdc (Crespi) arriva fino a Publitalia” di Susanna Ripamonti da "l'Unità (8/4/2005)

La Guardia di finanza si è presentata a casa di Luigi Crespi, l’ex sondaggista di Berlusconi ( per intenderci quello che si è inventato la trovata del “contratto con gli italiani” e dello slogan “meno tasse per tutti nella campagna elettorale che ha svolto per berlusconi nel 2001 ); perquisizioni in Hdc, la holding controllata da lui e dalla sua famiglia fino alla bancarotta dello scorso anno e anche nella sede di Publitalia, la concessionaria di pubblicità di Mediaset. Il tutto nell’ambito dell'inchiesta, condotta a Milano dai pm Laura Pedio e Roberto Pellicano, che vede tra gli indagati lo stesso Crespi, la moglie Natasha Turato e il fratello Ambrogio, accusati di falso in bilancio, bancarotta fraudolenta e bancarotta preferenziale. I finanzieri hanno perquisito pure le società Ekma Ricerche e Ci and Ci, entrambe costituite da Crespi dopo il fallimento di Hdc. Il coinvolgimento di Publitalia invece e relativo al fatto che l’azienda avrebbe gestito direttamente, negli anni che vanno dal 2002 al 2003, crediti per alcune decine di milioni di euro che Hdc vantava nei confronti di due società, Giochi Preziosi ( sarà collegato alla retrocessione del Genoa in serie C…? tipo avvertimento mafioso a non parlare…? ) e Birra Peroni, incassandoli direttamente e sottraendoli in in questo modo alla massa fallimentare. Nell'inchiesta è indagato anche Fulvio Pravadelli, consigliere delegato dell'area amministrazione e finanza di Publitalia, per bancarotta preferenziale. Mediaset, col consueto comunicato serale, respinge il coinvolgimento suo o di suoi dirigenti nel fallimento di Hdc. Tra le società perquisite ieri figurano anche Telelombardia, Antenna 3 ed Ebismedia Milano. Quest’ultima in relazione a una vicenda che riguarda un pagamento sospetto di 3,9 milioni di euro per rilevare il 25% di Editing che editava, tra l'altro, il quotidiano on line «Il Nuovo». Secondo il consulente della Procura, questo prezzo potrebbe essere stato gonfiato.
Nell’inchiesta sono indagati anche Giampiero Fiorani presidente della Banca Popolare di Lodi ed Enrico Fagioli amministratore delegato di Efibanca. Per loro si ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio dopo una denuncia presentata dallo stesso Crespi, nella quale sosteneva che, da parte dei vertici dei due istituti, c' era stata una condivisione delle politiche di bilancio da lui adottate, che avevano lo scopo di gonfiare alcune poste dell'attivo per nascondere le perdite. Il ruolo dei due istituti di credito non fu di poco conto nello sviluppo di Hdc: Efibanca controllava l'11% della società, mentre la Popolare di Lodi fu uno degli Istituti che aprirono un credito pari a circa 25 mld delle vecchie lire finalizzato, in particolare, ad una, poi tramontata, operazione di quotazione. Il crac del mago dei sondaggi, l’inventore del berlusconiano «contratto con gli italiani» è stato di oltre 35 milioni di euro e Hdc, con circa 400 dipendenti, dopo il fallimento è stata rilevata per la cifra simbolica di 1 euro da Efibanca (ovvero dalla Popolare di Lodi).
Crespi e famiglia - si legge nel decreto di perquisizione- hanno portato l’azienda al collasso «attraverso la falsificazione dei bilanci relativi agli esercizi 2001 e 2002, attraverso dissipazioni di risorse patrimoniali per acquisti di partecipazioni a prezzi notevolmente superiori al loro effettivo valore e anche attraverso ingiustificati rilievi dai conti correnti della società». Questo ha causato il dissesto di Hdc Spa e di alcune società controllate. Sempre stando al decreto di perquisizione, Hdc Spa si sarebbe «irrimediabilmente indebitata fin dalla seconda metà del 2002». «Il bilancio 2002 è stato ciò nonostante approvato registrando una perdita non particolarmente significativa». Secondo l'accusa «sono state distratte somme di denaro per ragioni estranee agli interessi della società. Luigi Crespi è stato il socio fondatore e la principale figura di riferimento della vita della società fino al novembre 2003» moglie e fratello «hanno attivamente partecipato all'amministrazione della holding essendo stati a partire dal dicembre del 2000 membri del cda».

Attualmente Hdc-Datamedia insieme a CIRM è una delle società di Nexus.


Postato da: jaryg a 10:07 | link | commenti (3)

sabato, 08 aprile 2006

GIRL POWER

Per milioni di persone il suo volto non è un volto qualsiasi. Si chiama Lara Croft. Ed è la protagonista di quello che forse è il gioco di avventura più conosciuto al mondo: Tomb Raider. Quando nel 1996 uscì per PlayStation questo gioco dal nome accattivante, nessuno si sarebbe aspettato che Lara Croft avrebbe oltrepassato la freddezza dei fosfori dei monitor per diventare un caso mediatico mondiale. Lara Croft con quel suo seno prorompente, la strettissima vita, le gambe lunghe e affusolate è stata certamente la prima icona sexy virtuale, al punto che, in poco tempo sulla rete, è diventata molto famosa la patch per PC che permette di giocare con Lara completamente nuda.
E’ indubbio che parte del successo del gioco sia dovuto in gran parte alle forme avvenenti della protagonista. Nel tempo sono circolate in rete diverse voci di corridoio che spiegavano il perché di questa scelta stilistica da parte dei programmatori. Alcune affermano che il disegnatore aveva erroneamente allungato i poligoni costituenti il seno di Lara e successivamente aveva scelto di non correggere l'errore.
Lara Croft, occhi marroni, capelli castani, alta un metro e settantatrè, è nata a Londra il 14 febbraio del 1968 nel Timmonshire, dove risiede attualmente.
Appartenente ad una nobile famiglia inglese, Lara Croft visse per anni in un clima aristocratico che sin dal principio dimostrava di disprezzare. Lara voleva infatti viaggiare e conoscere il mondo.
All'età di nove anni Lara sopravvisse ad un incidente aereo nei pressi dell’ Himalaya , in cui la madre, Angeline Croft, rimase uccisa. Dopo essere sopravvissuta per dieci giorni, sola, ed essere arrivata dal luogo dell'incidente fino a Kathmandu, trascorse il resto della sua infanzia sotto la tutela del padre archeologo, ultimo Duca di Abbington, Richard Croft.
Anni dopo fu in una conferenza alla sua scuola che capì la sua vera vocazione: l'archeologia. Persino il Professor Werner Von Croy che tenne quella conferenza si era stupito delle intelligenti e profonde domande della ragazza.
Fu così che un giorno nel 1984 sforgliando il giornale, Lara riconobbe in una fotografia in prima pagina la figura di Von Croy e leggendo l'articolo scoprì che l'archeologo era in procinto di partire per una spedizione in Cambogia. Subito Lara si presentò al padre mostrandosi determinata nel voler accompagnare Von Croy in quella spedizione. Richard Croft capì le motivazioni della figlia e fece domanda a Werner Von Croy di accogliere Lara nella sua spedizione. In cambio promise a Von Croy un lauto finanziamento. Lara Croft, allora sedicenne, partì per la sua prima avventura.
All'età di diciott'anni, dopo che anche il padre morì, Lara ereditò le proprietà dei Croft, e assunse il titolo di Duchessa di Abbington e di St.Bridget . Nella corso della sua carriera gli è stata attribuita la scoperta di sedici siti archeologici di rilevanza internazionale. Ci sono migliaia di voci riguardo le imprese di Lara Croft, che narrano spesso di fatti inspiegabili e soprannaturali, il che aumenta ulteriormente il velo di mistero, che circonda la sua vita e il suo lavoro. Lei è forse una delle figure più affascinanti ed enigmatiche dei nostri tempi.
Oltre al videogioco Tomb Raider ha avuto un adattamento a fumetti grazie alla Top Cow Productions, che ha pubblicato alcune storie in cui Lara appare a fianco della protagonista di Witchblade.
Ballantine Books, con Eidos, hanno poi iniziato a pubblicare nel 2004 una serie di storie originali ispirate al videogioco: "The Amulet of Power" di Mike Resnick: "The Lost Cult" di E. E. Knight e il più violento "The Man of Bronze" di James Alan Gardner nel 2005. I libri non seguono la trama dei due film e il terzo è narrato in prima persona da Lara Croft.
E adesso la Storia continua. Il settimo attesissimo capitolo multimediale “Tomb Raider: the Legend” è uscito da poco, tra la delusione di molti dei suoi fan a causa della riduzione del seno della Croft che è passato da una forse eccessiva sesta ad una più accettabile quarta misura di reggiseno.
Beh, che dire, sarà sicuramente dotata di maggior equilibrio per le sue funamboliche acrobazie…


Postato da: jaryg a 14:08 | link | commenti (6)

giovedì, 06 aprile 2006

TESTE DI C….

In questi ultimi giorni di campagna elettorale una delle parole più utilizzate dal nostro beneodiato Presidente del Consiglio è stata “coglione”, qualche settimana fa l’ha indirizzata ad un manifestante qui a Genova che gli aveva urlato “viva Vittorio Mangano!” e poi due giorni fa utilizzata per definire chi non avrebbe votato per lui e quindi, implicitamente, avrebbe votato contro i propri interessi.
Ci tengo a ricordare che le ghiandole sessuali maschili, cioè i testicoli, più volgarmente detti coglioni, sono gli organi che producono lo sperma ed il testosterone, per la precisione in media il testicolo produce quasi 150 milione spermi ogni 24 ore.
Più testicoli significano più sperma e più sperma significa più possibilità di vita. Speriamo che in Italia ci siano parecchi coglioni perché solo così ci sarà più possibilità di una rinascita del Paese.
Speriamo poi che, se la Sinistra andrà al governo, Prodi e co. soffrano di eiaculazione precoce visto che ieri è stata presentata la tanto attesa trimestrale di cassa e i conti pare che siano tutt’altro che rosei, anzi; ma naturalmente la notizia è stata data solo di sfuggita nei vari tg (a parte ovviamente il tg3) perché l’importante problema del giorno è stato il teatrino sulle partecipazione di Berlusconi e Prodi al programma di canale 5, “Terra” e di Casini, Rutelli, Fini e Fassino a “Matrix”; questo si che è importante per le sorti del Paese…


Postato da: jaryg a 11:32 | link | commenti

sabato, 01 aprile 2006

PESCE D’APRILE.


Primo d’aprile, giorno di scherzi in cui bisogna guardarsi alle spalle; i miei ricordi di infanzia infatti mi riportano alla tradizione/scherzo di appendere dietro la schiena, all’insaputa delle persone, sagome fatte di carta a forma di pesce.
Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte. Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi tanto che gli stessi studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati. Due, tuttavia, sono le ipotesi prevalenti ed entrambe confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.
Un’ipotesi, quella più accreditata negli ambienti accademici, fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo di aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa, stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio, tuttavia la vecchia tradizione continuò a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi, scherniti, ridicolizzati e fatti oggetto di scherzi di ogni tipo.
L’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore, ma si usava anche in questa occasione esprimersi in massima libertà in scherzi, burle e buffonaggini varie. Anche in questo caso con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane (e ti pareva…).
Mi sono sempre chiesta, però, che centra il pesce? Anche in questo caso le ipotesi sono molte.
Per alcuni studiosi il tutto ha origine da un inganno nei confronti dei pescatori, nel mese di aprile, uno dei mesi in cui era vietato pescare, per favorire la naturale riproduzione dei pesci di fiume. Dei simpaticoni, di certo non pescatori, buttarono così delle acciughe affumicate nel fiume, schernendo i pescatori con la frase: "Ecco i pesci di aprile!".
Una delle fonti più preziose sull’argomento è costituita dall'Archivio per le tradizioni popolari del Pitrè (G. Pitrè, Il pesce d'aprile, in "Archivio di tradizioni popolari")
Sull'affermazione della figura del pesce, il Pitrè chiariva: “Alcuni fanno derivare l'uso dalla pesca, che in certi paesi comincia il primo d'aprile, e perché infruttuosa dapprincipio, potè dar luogo alla costumanza di cogliere i semplicioni offrendo un'esca che loro sfugge, come il pesce in aprile sfugge a pescatori (...) un'allusione ad un antichissimo uso degli Ebrei, quello di mandare per disprezzo una persona di qua e di là, come fecero con Gesù Cristo, da Erode a Pilato, da Caifas ad Anna, nei primi di aprile, secondo i computi degli ecclesiastici. Onde, secondo essi, la voce poisson sarebbe una corruzione di passion.
Altri vi scoprirono un fatto meramente mitologico, altri vi videro uno scandaloso significato fallico; altri più delicatamente un passaggio ad uso di mandare o di offerire alle donne o alla ragazze un pesce con intendimento erotico (…) “ (G. Pitrè, Op. Cit., pag. 465).
Secondo una ricostruzione del XVII secolo che tenta di trovare un'origine al motivo del pesce d'aprile: “Il patriarca Bertrando, che è il vero mito sintetico del Friuli antico, aveva invitato un anno a pranzo il papa per il giorno di Pasqua. Ma il papa nel giorno di Pasqua aveva da recarsi in Francia per battezzare la figlia del Re, e fece dire al Beato Bertrando che sarebbe venuto prima. Arrivò per combinazione proprio il primo d'Aprile; ma in quel giorno era di venerdì di quaresima e il pranzo dovette esser di magro. Si fece gran consumo di trote del Natistone e di anguille maraesi; ma disgrazia volle che al papa, nel mangiare un magnifico pesce, s'infiggesse nella gola una spina. Nessuno gliela poteva levare, e dovette mettersi a letto. Si addormentò, e fu già un miracolo, e nel domani svegliatosi, trovò (e questo fu un miracolo ben maggiore) la spina sopra un bacile. Grato e riconoscente, egli promulgò un decreto, col quale comandava che in tutto il patriarcato d'Aquileia non si mangiasse mai pesce il primo d'aprile, neanche se fosse venerdì santo, e il Patriarca Bertrando regalò la spina colla quale s'era avverato un portento, alla chiesa della sue fedele Venzone, dove si conserva ancora in un reliquiario di gran valore”.
In Francia, come del resto anche in Italia, si usa l’espressione "Poisson d’Avril" ("pesce d’aprile"), in riferimento al Sole che, alla fine di marzo, lascia il segno dei Pesci per entrare in Ariete. Lo scherzo più diffuso tra i bambini francesi è quello di attaccare dietro la schiena dei loro amici un cartello a forma di pesce.
In Italia, l’uso di festeggiare il pesce d’aprile, risale al periodo a cavallo tra il 1840 e il 1860, ed è stato importato dalla Francia a ragione delle relazioni commerciali che intercorrevano con la città di Genova.


Postato da: jaryg a 14:45 | link | commenti (4)