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sabato, 25 marzo 2006

LEGGENDA METROPOLITANA E TERRORISMO PSICOLOGICO

Qualche anno fa, il periodo era qualche mese prima di Natale, mia madre mi raccontò che all’amica di una signora che conosceva accadde un fatto strano: mentre era in uno dei più grandi centri commerciali qui a Genova a fare spese, ritrovò per terra un portafogli, probabilmente perso da qualcuno; lo raccolse e vide che dentro c’erano parecchi soldi in contanti oltre ai documenti del proprietario; i documenti rivelavano dal nome e dalla foto sul passaporto, che il proprietario era straniero di origine islamica; l’onesta signora portò il portafogli alla direzione del centro commerciale affinché potessero cercare il proprietario se fosse stato ancora sul luogo. Il proprietario era ancora in zona e sentendo l’annuncio del rinvenimento di un portafogli si presentò nella direzione del centro. Effettivamente si trattava di un distinto signore egiziano che ringraziò la signora per la sua onestà e, in un momento in cui furono soli, si avvicinò a lei e le disse che, visto che era stata così onesta, si sentiva in dovere di sdebitarsi con lei; così avvertì la signora, affinchè potesse dirlo anche alle persone a lei care, di non recarsi in questo centro commerciale per lo shopping durante i giorni precedenti a Natale.
Questo fatto apriva scenari abbastanza inquietanti perchè in quel periodo il rischio di attentati terroristici era forte e inoltre il centro commerciale era gestito da una nota catena cinematografica americana.
Ovviamente poi non accadde nulla ma questa storia si sparse presto in tutta Genova, tanto che la sentii riportare anche da altre persone; sicuramente si trattava di un classico esempio di leggenda metropolitana ma, una volta instillato il dubbio, la paura rimane.
Questa leggenda era stata probabilmente innescata per terrorismo psicologico a fini di marketing da chi voleva danneggiare economicamente il centro commerciale.
La leggenda metropolitana per sembrare credibile deve essere basata su fatti e circostanze verosimili.
Esistono vere e proprie figure professionali denominate legendmaker che si occupano di studiare a tavolino tali storielle e le modalità di diffusione tra il pubblico per avvantaggiare le aziende che li commissionano o svantaggiare le aziende concorrenti.
La stessa cosa si può applicare ad una campagna elettorale come quella che stiamo vivendo in questo periodo e sembra proprio che sia così. Mi riferisco in particolare all’avvertimento diramato dall’ambasciata USA qualche giorno fa e indirizzato ai cittadini statunitensi in Italia, per una situazione di preoccupazione sullo svolgimento delle elezioni nel nostro Paese. Si è scoperto poi, secondo le dichiarazioni del Dipartimento di Stato americano, che l'allarme è partito dall'Italia, dato che sul sito dell'ambasciata Usa si parlava di "varie dichiarazioni pubbliche fatte da vari esponenti del Governo italiano” dopo che questo aveva calcato la mano sulla pericolosità della situazione, affermando che “il periodo precedente le prossime elezioni costituisce una ragione di preoccupazione”, al solo fine di indurre il governo Usa a prendere una decisione del genere. Il Governo ha parlato infatti di pericolo per i cittadini americani, non solo per il rischio di attentati di matrice islamica, ma soprattutto per le “manifestazioni di sinistra”, pericolose per i cittadini statunitensi e nelle quali l’antiamericanismo è forte e dove si bruciano bandiere americane e israeliane…Sinceramente mi dispiace deluderli ma chi se ne frega in questo momento degli americani, la sinistra ha altri pensieri e altre preoccupazioni al momento.
Avvisaglie di questa strategia di terrorismo psicologico misto a propaganda per fini elettorali adottata dal Governo Italiano se ne erano già avute nei giorni ancora precedenti, con la diffusione della notizia di sette terroristi islamici espulsi dal nostro Paese perché stavano preparando un attentato nella metrò di Milano e un altro nella Basilica di San Petronio a Bologna durante i giorni delle elezioni politiche; gli estremisti islamici non sono stati arrestati ma espulsi, a causa di quella che, a detta del Governo, è diventata la prassi della politica di sicurezza decisa a tavolino dal Ministero dell'Interno e cioè “ meno processi a rischio d'assoluzione ( da parte della magistratura rossa ovviamente…) e più espulsioni” .
Ma come? Tu Governo prendi dei terroristi che stanno preparando un attentato è li espelli semplicemente…?
Questo comportamento mi fa pensare che, probabilmente, si trattava di sette islamici presi a caso tra tutti gli extracomunitari presenti nel nostro Paese senza il permesso di soggiorno, i quali sono stati semplicemente espulsi con questa scusa, perché se fosse stato fatto un processo e indagini serie e approfondite, magari si sarebbe scoperto che in realtà, a parte essere clandestini, non stavano facendo niente di illegale. Comunque ormai non ci è dato saperlo perché la propaganda è propaganda…
Il rischio di attentato nel nostro paese è indubitabile ma non ad un livello maggiore di quello degli anni scorsi sempre a detta dello stesso Dipartimento di Stato americano; spero ovviamente che non accaduta nulla, ma a cosa serve tutto questo allarmismo del Governo? Solo per creare inutili tensioni e paure (come se ce ne fosse bisogno) e solo a fare del becero terrorismo psicologico.
Ho iniziato con una leggenda metropolitana e chiuderò con un detto popolare “ La prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”…


Postato da: jaryg a 15:36 | link | commenti (38)

lunedì, 20 marzo 2006

QUANDO LO SPOT E’ TROPPO VOLGARE.


"Lo spot "Patatine Amica Chips", andato in onda nei mesi scorsi sulle reti Mediaset, viola gli articoli 1 (lealta' pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarita', indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignita' della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria e pertanto il Giuri' ne dispone la cessazione". Lo riferisce il Moige - Movimento Italiano Genitori. A darne comunicazione direttamente allo stesso Movimento, che dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni di genitori, aveva formalmente protestato per la volgarita' dello spot con protagonista il pornodivo Rocco Siffredi e ora ne parla in un comunicato, e' lo “Iap”, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. "Ci auguriamo - dice Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio Tv del Moige - che questa, come altre 'bocciature' da parte delle Iap di spot volgari, serva ad aumentare la sensibilita' di chi fa pubblicita'. Nel frattempo non possiamo che ringraziare pubblicamente il Giuri' per la sua azione tempestiva" (da www.repubblica.it )
Io personalmente mi sento indignata da un altro tipo di spot, molto più volgare fastidioso e pericoloso, e cioè dallo spot elettorale confezionato dal Premier con i soldi della televisione pubblica; una scandalosa pantomima inscenata da Berlusconi il quale, prima ha comunicato che non avrebbe partecipato al convegno di Confindustria per una sciatalgia, poi si è presentato all’ultimo minuto, per fare una comparsata senza rispettare così le regole del dibattito, facendo smorfie di sofferenza e zoppicando non appena il moderatore De Bortoli ha accennato al suo stato di salute; ma la cosa più penosa è il fatto che si sia portato dietro una claque di accreditati all’ultimo minuto, giusto per spaccare la platea degli industriali fischiando Dalla Valle.
Infatti secondo le testimonianze degli organizzatori del convegno di Vicenza, alle 12.30, mezzora prima dell'arrivo del premier si sono accreditate 250 persone che non erano comprese nell'elenco iniziale degli invitati. E, quando il premier si è alzato e si è congedato con il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo con una gelida stretta di mano, anche questi 250 si sono alzati e se ne sono andati, affermano le stesse fonti, lasciando vuota una sostanziosa zona del parterre.
Il tocco di classe allo spot è stato dato dal montaggio da parte di rai1 di un servizio in cui si è stravolto l’ordine degli eventi e degli interventi.
Anche in questo caso come nello spot sulle patatine mi sembra che ci sia stata una violazione del codice di Autodisciplina Pubblicitaria; si è violato il principio di lealtà pubblicitaria, lo spot era violento ,volgare e indecente, e c’è stata lesione delle convinzioni morali e civili e della dignità della persona.
Ma non esiste un MOITE – Movimento Italiano per la tutela dei Telespettatori…?
Citando le parole del Premier “mi stropiccio gli occhi e le orecchie…!”


Postato da: jaryg a 11:30 | link | commenti (15)

sabato, 18 marzo 2006

DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA…

Beppe Del Colle in un editoriale su “Famiglia Cristiana” si è espresso la settimana scorsa su quella che definisce la «caccia al voto cattolico». «Nessun partito ha l'esclusiva del pensiero cristiano, nessuno quindi ha il diritto di pensare che chi vota diversamente da lui è meno cristiano». L’editorialista punta il dito soprattutto contro le pretese dei partiti del centrodestra di farsi portatori dei valori della famiglia e della cristianità.
Famiglia Cristiana, citando poi un editoriale del mensile Vita Pastorale sottolinea come nella Casa delle libertà, che «proclama a gran voce la difesa della famiglia», «quasi tutti i capi sono divorziati e risposati, o hanno scelto di trasformare la loro unione in coppia di fatto» mentre «i cristiani sanno che per un credente vale molto più l’esempio che l’astratta affermazione dei valori». (www.unita.it del 8/3/2006)
A tal proposito questo è l’articolo di Paolo Giorgi su www.inmovimento.it del 18 settembre 2005

ANNULLAMENTO E’ DI DESTRA, DIVORZIO DI SINISTRA (OVVERO: QUANDO LA MORALE E’ DI DESTRA, O QUASI...)

C’e' qualcosa di singolare nell’accanimento con cui questa nostra destra italiana si scaglia contro l’idea di concedere qualche diritto a una larga parte della societa'.
Quella, per intenderci, che non vive cattolicamente la propria unione ma che, a dispetto di Ruini, sta insieme e si ama magari da trent’anni.
Con tutto questo supino accodarsi dei nostri governanti ai diktat vaticani, in ossequio a quella ideologia teo-con che il conservatorismo nostrano predilige (forse per nascondere una cronica mancanza di elaborazione politica propria), ci si aspetterebbe una classe politica illibata, linda, a prova di confessionale, timorata di Dio e sinceramente desiderosa che anche gli altri concittadini lo siano.
Invece ci troviamo di fronte al paradosso che il piu' alto esponente istituzionale del mondo cattolico, Casini, sia separato dalla moglie e per di piu' convivente.
A lui le porte del Vaticano sono sempre aperte, mentre all’uomo comune nelle stesse condizioni e' negata persino l’eucarestia (come ribadito piu' volte dall’allora cardinal Ratzinger).
L’ineffabile Pierferdinando, che nel suo discorso di insediamento alla Camera si raccomando' alla Madonna di San Luca, ha lasciato la moglie Roberta Lubich, a sua volta gia' sposata e divorziata, ma con la fedina immacolata grazie alla Sacra Rota, per fidanzarsi con la giovane Azzurra Caltagirone, che ormai compare sorridente ed elegante accanto al compagno anche in cerimonie semiufficiali. Non manca neanche il figlio del peccato, anzi una figlia, peraltro bellissima bambina, che inchioda l’improbo Casini alle sue responsabilita' di adultero.
Ma poco male, in Italia la morale non e' un sentimento, ma uno strumento politico, e nulla vieta a un dissoluto (perche' così la Chiesa considera quelli come Casini) di scagliarsi contro i dissoluti.
D’altronde il padre spirituale dei reazionari italiani, Almirante, non perse tempo e approfitto' della neonata legge sul divorzio per coronare il sogno d’amore con donna Assunta . E il suo erede Fini non ebbe scrupoli nel chiedere la mano di Daniela, segretaria al Secolo, malgrado fosse sposata con Sergio Mariani. Senza contare le voci su una liason con la Prestigiacomo, a sua volta divorziata.
La Lega poi, strenua paladina dei valori cristiani in Europa contro i terribili musulmani, vanta un buon campionario di peccatori: Bossi, e' noto, ha divorziato con Gigliola Guidali per sposarsi con Manuela Morrone. E Castelli, che e' un originale, e' passato in seconde nozze con tanto di rito celtico e di officiante druido.
A dimostrare che il divorzio non spacca la famiglia, c’e' il caso singolare di Gianni Alemanno: sposato con Isabella Rauti (figlia di Pino), poi separato, infine divorziato. Ma qualche tempo fa, di nuovo la scintilla, e i due oggi convivono felicemente come ex coniugi.
E che dire di Giuliano Urbani, che ha fatto parlare di se' ai beni culturali quasi esclusivamente per la storia torbida con l’attrice Ida Di Benedetto (che Sgarbi raccontava fosse solita prodursi in prestazioni alla Monica Lewinski)? Lei ha confessato recentemente che e' vero amore da trent’anni, del che ci felicitiamo con i due, se non fosse che lui e' ufficialmente sposato con un’altra.
Non sposati ma conviventi risultano poi, tra gli altri, la Santanche' e Adornato, l’avvocato Pecorella e lo stesso Sgarbi (insomma: unioni di fatto).
E poi il leader di questa destra moralista ma amorale, Berlusconi in persona: divorziato da Carla Dall’Oglio, grazie alla Sacra Rota(qualcuni mi trovo le motivazioni! impotenza! frigidita'? lettura dei tarocchi? patto con gli italiani? palle piccole?) (quella sacra Rota che invece tentenna ancora col povero Casini) ha potuto sposare cristianamente (ma va...?!) Veronica Lario.
Peccato che la primogenita della nuova coppia, Barbara, sia nata quando ancora non c’era stato il divorzio.
Veronica era l’amante ufficiale (presa dal teatro Smeraldo di Milano dove si faceva lo strip, e che era appena stata l'amante di Salerno), tenuta in un ricco appartamentino (comunicante con l'ufficio per non perdere tempo).
Ma oggi e' moglie paziente: Silvio si prende spesso delle liberta', come conferma una spassosa intercettazione telefonica finita poi nel processo a Dell’Utri, quindi pubblica, che qui riportiamo. Il 31 dicembre del 1986 Dell’Utri telefona ad Arcore per gli auguri, e Berlusconi, che ha invitato Craxi per la serata, sbotta:
Iniziamo male l’anno!”.
Perche' male?” chiede Dell’Utri.
Perché dovevano venire due del Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi e' fuori dalla grazia di Dio!”
Ma che te frega di Drive In?” chiede l’ingenuo Dell’Utri.
Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo piu'! Se non comincia cosi' l’anno, non si scopa più!”.
Poi le raccomandazioni per eventuali sostitute: “Purche' le tette siano tette!
Truccate bene soprattutto le tette!” “Benissimo!”, lo tranquillizza l’amico siciliano. Questo mentre Veronica era nell’altra stanza, magari a cullare la bambina.
Ma dato che non e' la moralità che interessa al Vaticano, ma il moralismo, per nascondere con la minaccia del peccato i suoi veri intenti di controllo sulle societa' laiche, per i ricchi c’e' sempre la Sacra Rota, che lava via i peccati e le oscenita' come quelle ascoltate in questa telefonata. Un istituto arcaico, ma sempre più ricercato: 824 richieste nel 1992, 1.280 nel 2002. E’ il caso di ricordare che il costo medio di una causa per annullamento e' di 2.500 euro per l’avvocato, 260 per il procuratore piu' le spese. Che possono ammontare a diverse decine di migliaia di euro.
Le motivazioni con cui il lucrosissimo (per la Santa Sede) tribunale emenda gli errori commessi con i precedenti matrimoni sono risibili: negli archivi si legge di cause con coniugi ninfomani, depressi, omosessuali, narcisisti immaturi, mammoni (non e' dato di sapere con quale motivazione Berlusconi ha ottenuto il suo bravo divorzio religioso).
La causa principale poi, quella del matrimonio non consumato, e' talmente ridicola (come dimostrarlo?) che la Cassazione, nel 2003, ha finalmente sancito che una sentenza di annullamento così motivata non ha effetti civili. Questa e' la realtà. Se hai dieci, ventimila euro, ti liberi dal peccato, e puoi tuonare in Parlamento contro gente come Pannella, che se ne sta da trent’anni con la stessa donna senza mai telefonare a lle tettone del Drive In. Se poi la Rota, come nel caso di Casini, indugia nel concedere il divorzio (anche grazie alla dura condanna di Wojtyla, che due anni fa tuonò contro i giudici troppo permissivi), si chiude un occhio. D’altronde in Italia se si e' divorziati non si puo' insegnare religione nelle scuole. Ma presiedere la Camera si'.


Postato da: jaryg a 01:01 | link | commenti (4)

giovedì, 16 marzo 2006

NO ALLE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA!

SYDNEY - L'Iran e' ''una banca centrale del terrorismo''. E deve ascoltare gli appelli della comunita' internazionale a sospendere il suo programma nucleare, ha detto oggi il Segretario di stato Usa Condoleezza Rice, in Australia per colloqui su questioni di sicurezza. Parlando dopo un primo incontro a Sydney con il ministro degli esteri Alexander Downer, dedicato ai temi dell'Iraq, delle ambizioni nucleari dell'Iran e del recente accordo sul nucleare fra Washington e l'India, Rice ha espresso fiducia nella capacita' del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, di trovare il modo di esprimere le preoccupazioni globali sul potenziale dell'Iran di sviluppare armi nucleari.
L'amministrazione statunitense e' pronta, malgrado l' Iraq, a compiere attacchi ''preventivi'' contro altri paesi che costituiscono una minaccia per gli Stati Uniti, e l'Iran e' la nazione al momento che pone la maggiore sfida: lo afferma un documento della Casa Bianca, sulla strategia per la sicurezza nazionale. ''Se necessario... non escludiamo l'uso della forza prima che un attacco (del nemico) possa avvenire, anche se ci fosse incertezza sulla data e il luogo dell'attacco nemico'', si legge nel testo, che doveva essere diffuso in giornata, ma che e' stato anticipato dalle agenzie di stampa internazionali. (www.ansa.it)

Che dire, speriamo che a chiunque dovesse andare al governo dopo il 9 aprile non venga in mente di riaprire le centrali nucleari in Italia…


Postato da: jaryg a 11:23 | link | commenti (6)

martedì, 14 marzo 2006

FRANCESCO CARUSO FOR PRESIDENT…?!

Ieri sera a Matrix erano ospiti Fini e Rutelli; dopo che Rutelli ha accusato il centrodestra di essersi alleato con dei fascisti, Fini per ribattere non ha potuto far altro che tirare fuori la figura di Caruso candidato nelle file di Rifondazione Comunista.
Fini ha detto che Caruso ha una lista di denunce penali numerosissima e che si è candidato solo per sfuggire alla giustizia. Le parole di Fini aprono uno scenario inquietante; se fosse veramente così vorrebbe dire che Caruso ha tutte le carte in regola per diventare Presidente del Consiglio…
Ricordiamo al signor Fini che nella sua coalizione c’è una lista lunghissima di deputati e senatori condannati in via definitiva e soprattutto che tale lista potrebbe essere ancora più lunga in quanto mancano personaggi di primo piano della vita politica italiana, perché molti dei reati da loro commessi sono decaduti grazie all'entrata in vigore di nuove leggi che hanno abrogato il reato o accorciati i tempi di prescrizione. ( www.parlamentopulito.com )
Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).


Postato da: jaryg a 11:30 | link | commenti (5)

lunedì, 13 marzo 2006

LE DUE FACCE DELL’IRAN: KHATAMI VS AHMADINEJAD


Il presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad non finisce mai di stupire. Dopo le dichiarazioni secondo cui l’olocausto è stata una “mistificazione” (come direbbe qualcun’altro…) degli occidentali e degli ebrei, negando l’evento ripetutamente e dopo la sua poco rassicurante dichiarazione di voler cancellare Israele dalla mappa, il governo iraniano sta pianificando una conferenza per dibattere “sulla reale portata dell’olocausto”. La notizia è riportata dal quotidiano polacco Gazeta Wyborcza del 17 febbraio. Per prepararsi a questa conferenza il governo iraniano vorrebbe inviare un team di esperti per condurre delle verifiche nei luoghi in cui l’olocausto è stato consumato, soprattutto in Polonia, luogo appunto in cui erano stati creati molti campi di concentramento tedeschi. Il tutto ha avuto origine da un’intervista dell’ambasciatore iraniano in Polonia Mohammend Taheri, rilasciata su una radio portoghese. In tale intervista l’ambasciatore iraniano ha dichiarato che, secondo le loro stime, dopo la visita ad Auschwitz, che è il più grande dei campi di concentramento, per bruciare 6 milioni di persone sarebbero stati necessari almeno 15 anni.
Questo non contraddice le stime scientifiche, secondo le quali Auschwitz fu il luogo in cui morirono 1.1-1.5 milioni di persone mentre le restanti vittime dell’olocausto morirono in altri posti.
Sullo stesso quotidiano polacco il 18 febbraio è apparsa la risposta del ministro degli esteri della Polonia Stefan Miller secondo cui gli scienziati iraniani non avranno la possibilità di fare una stima in Polonia delle vittime dell’olocausto; “ in nessun caso permetteremo questo, è fuori da ogni possibile discussione” ha dichiarato Miller all’agenzia di stampa PAP, aggiungendo che, comunque, Tehran non ha avanzato a lui alcuna proposta ufficiale in tal senso. Lo stesso museo di Auschwitz-Birkenau ha informato, attraverso un comunicato speciale, che non permetterà l’accesso agli esperti iraniani;”A coloro che negano il fatto che siano state uccise tutte quelle persone nelle camere a gas e profanano la memoria delle vittime non sarà permesso l’ingresso ad un cimitero, quale è considerato appunto il museo di stato di Auschwitz-Birkenau”
Al contrario l’ex presidente iraniano Mohammad Khatami ha dichiarato alla Isna news agency il 28 febbraio che “l’olocausto è un fatto storico “e inoltre che “dobbiamo prendere atto che i crimini commessi dal regime nazista hanno causato il massacro di innocenti, compreso un gran numero di ebrei”
Il leader riformista Khatami, che attualmente presiede due organizzazioni non governative, promuove il dialogo tra le culture e le religioni e avverte inoltre:“ la religione che noi seguiamo condanna l’uccisione anche solo di una persona innocente, compreso un ebreo innocente”. Tuttavia, ha aggiunto, “gli stessi che si considerano essere vittime del fascismo stanno fomentando politiche fasciste in medio oriente” e che “Israele ha fatto cattivo uso di questo fatto storico attraverso la persecuzione del popolo palestinese.”
Questo dimostra che quella iraniana è una società complessa e le affermazioni di Khatami sono un indice positivo, seppur piccolo, di una diversità di posizioni all’interno del paese. Khatami infatti è uno dei politici più apprezzati all’esterno del paese. La curiosa caratteristica dell’atmosfera politica che c’è in Iran è dimostrata proprio dal fatto che solo otto anni fa la politica presidenziale di Khatami era quella del dialogo tra le civiltà, mentre, ora, gli obbiettivi dell’attuale presidente sono quelli di spazzare via Israele dal Medio Oriente.
Se le premesse sono queste come può l’opinione pubblica internazionale, compresa quella che aveva osteggiato l’intervento militare in Iraq, non essere preoccupata dall’intenzione dell’Iran di dotarsi di tecnologia nucleare?
Il governo iraniano intanto usa la propria macchina propagandistica per convincere, da un lato, la comunità internazionale che il popolo iraniano invoca l’energia nucleare e, dall’altro, gli stessi iraniani che si tratta di una questione di orgoglio nazionale, anche se finora solo i conservatori più intransigenti appoggiano questa linea. L’informazione è pochissima e controllata dal governo e chi esprime posizioni non allineate rischia il carcere. L’orgoglio nazionale è forte ma la paura per un conflitto, che sembra già scontato, forse lo e’ ancora di più.
Gli iraniani infatti, memori anche di ciò che è accaduto in Iraq, sanno che le sanzioni economiche del Consiglio di Sicurezza sono solo l’inizio della strada che porterà ad un attacco militare.
Il governo Iraniano intanto minaccia che in caso di intervento del Consiglio di Sicurezza si potrebbe arrivare ad un aumento del prezzo del petrolio, alla destabilizzazione del processo di pace in Medio Oriente e a rappresaglie da parte degli alleati sciiti in Iraq, parlando persino di un “Triangolo delle Bermuda” di alleati, una rete che comprende gli Hezbollah in Libano, la brigata Badr in Iraq, fino ad arrivare ad Hamas in Palestina.
Quello che ha racimolato Khatami in otto anni in ambito di politica internazionale, Ahmadinejad lo ha sperperato in meno di sei mesi.
Il regime di governo attuale dovrebbe fare qualsiasi cosa è in suo potere per evitare di essere sanzionato dal Consiglio di Sicurezza entro la fine di marzo e per riguadagnare così la fiducia della comunità internazionale; se non dovesse farlo, questa potrebbe essere l’ultima possibilità per l’Iran.


Postato da: jaryg a 11:08 | link | commenti (4)

martedì, 07 marzo 2006

FANATISMI RELIGIOSI

Quando si parla di fanatismo religioso la prima cosa che viene alla mente è il fanatismo di matrice islamica, causa spesso di atti di terrorismo.
E così alcuni gruppi di cattolici invidiosi, per non rimanere indietro, non esitano a mostrare tutta la loro tolleranza e il loro caritatevole amore per il prossimo, soprattutto se ateo, pervasi da un puro quanto nobile spirito da crociati.
Il fatto di cronaca è questo: qualche giorno fa, un gruppo ultracattolico spagnolo ha piazzato un ordigno esplosivo vicino al camerino di Leo Bassi (il“filosofo-buffone” contemporaneo, come lui ama definirsi) poco prima dell'inizio del suo spettacolo “La Revelación” in scena in questi giorni al teatro Alfil di Madrid. L’ordigno non è esploso grazie ad un intervento tempestivo degli artificieri i quali hanno dovuto far sgombrare dal teatro le duecento persone che erano già in platea in attesa dell’inizio dello spettacolo. Bassi definisce il suo spettacolo “Revelacion” un'opera "in difesa dell'ateismo", contro l'oscurantismo delle religioni”, in cui lui ironizza sul protagonismo che è tornata ad avere la fede nell'attuale società tecnologica, soprattutto negli Stati Uniti.
Nella sua performance Bassi si traveste da papa Benedetto XVI o da predicatore evangelico, promette di distribuire preservativi agli africani e ridicolizza le inverosimiglianze della genesi o domanda perdono per l'atteggiamento della chiesa sotto il franchismo. Uno spettacolo considerato offensivo per i credenti, che ha suscitato manifestazioni di protesta davanti al teatro da parte di esponenti del partito Alternativa Espanola, che accusano l'opera teatrale di "attentare contro i principi cattolici"; il Centro Juridico Tomas Moro, che si definisce espressione dell'umanesimo cristiano, ha denunciato l'artista e il teatro. Bassi, già nelle scorse settimane aveva segnalato anche sul suo sito "Bassi Blog" i pesanti attacchi da parte di persone che lo avevano definito "demonio, anticristo e anche cane ebreo", ricordando inoltre che in precedenza erano già state lanciate bottiglie incendiarie contro il teatro. ( articolo di Repubblica)
Per contro, pare che il numero degli ex musulmani-atei dichiarati sia in crescita, hanno persino dato vita a un proprio sito, "Apostates of Islam"; sono musulmani che non credono più in Dio, anzi si professano atei, abiurano l'islam pubblicamente, rivendicano con orgoglio l'affrancamento da una religione da loro vissuta come una forma di schiavitù intellettuale e percepita come la vera fonte della cultura dell'odio e della morte, affermando il primato della persona e della cultura della vita e della libertà su un ideologismo che, facendo riferimento a un'interpretazione dell'islam, disprezza la persona e promuove la morte (da un articolo di Magdi Allam pubblicato sul Corriere della Sera).
E’ assolutamente inaccettabile che ci siano persone occidentali cresciute a pane, liberalismo e democrazia che si professano fedeli cattolici, e che quindi dovrebbero essere pervasi da quel sentimento di amore per il prossimo, chiunque esso sia credente o meno, attuare comportamenti così violenti e intolleranti che li equiparano a qualsiasi altro fanatico mussulmano, come per esempio quegli invasati che nei giorni scorsi hanno assaltano le ambasciate occidentali a causa di vignette blasfeme su Maometto.
Non vorrei che questi fossero i primi sintomi di un’inversione di tendenza, e cioè di una regressione della nostra società occidentale causata da un ritorno ai vecchi fanatismi religiosi, come all’epoca della caccia alle streghe e all’infedele, che credevamo aver superato a favore di una laicizzazione della società e di una netta separazione tra religione e stato; negli ultimi tempi questi principi sembrano vacillare anche per noi occidentali, a causa di una interferenza sempre più pressante della Chiesa nella cosa pubblica, al fine di influenzare la legislazione statale.
Se guardiamo agli Stati Uniti, poi, loro in quanto ad integralismo sembrano anni luce avanti. Mentre nella vecchia Europa la pratica religiosa è in declino, l'80% degli americani afferma di credere in Dio e il 39% si autodefiniscono born-again Christians cioè “cristiani rinati”, come il presidente Bush, molti dei quali espressione di una destra cristiana per niente moderata. Il termine riunisce chiese protestanti che hanno un punto in comune: i fedeli sono convinti di essere rinati al cristianesimo perché in età adulta hanno accettato consapevolmente Gesù Cristo come il loro Signore e il loro personale Salvatore.
Si arriva così a minare anche la teoria evoluzionistica e tentando di sostituirla con la “teoria del disegno intelligente”, detta anche del “creazionismo evolutivo”, introdotta negli Stati Uniti per motivi che esulano dalla scienza, ma che hanno più a che fare con il sostegno della fede cristiana e di una certa politica americana.
Gli USA hanno poi una lunga tradizione di predicatori evangelici e in particolare tele-evangelisti dalla personalità carismatica, che sfruttano la potenza dei mass media - attraverso le prediche televisive - per mobilitare milioni di persone mediante una semplificazione dei messaggi e il ricorso a tecniche manipolative per l'indottrinamento delle folle.
Si assiste negli USA, ad una proliferazione di libri scritti da predicatori cristiani, fenomeno sociale che ha preceduto e superato in importanza persino “Passion” il film di Mel Gibson, espressione della destra cristiana, in quanto a dimensioni di massa, a durata, e ad estremismo dei messaggi.
"Gloriosa Apparizione", il romanzo-thriller della destra fondamentalista cristiana ha polverizzato i record d'incassi in America; la catena di supermercati, Wal-Mart, ne ha promosso il lancio distribuendo gratis milioni di anticipazioni del primo capitolo. Altro esempio è la serie “Left Behind” che andava a ruba già prima dell'attacco alle Torri gemelle. Questo filone definito di serie B dalla stampa “liberal” è criticato per i suoi contenuti intolleranti, razzisti, antisemiti e per la crudele violenza delle trame. In quelle storie non c'è pietà ne’ per gli ebrei ne’ per gli atei, condannati allo sterminio da un Dio assetato di sangue nel giorno del giudizio, al punto che le chiese tradizionali e le relative gerarchie ecclesiali cattoliche o protestanti condannano tale fenomeno e questo fanatismo anche se effettivamente non si può fare a meno di notare che gli evangelici sono riusciti dove la vecchia istituzione clericale ha fallito, invertendo la tendenza alla secolarizzazione e all'abbandono della pratica religiosa nella società più moderna, ricca e consumista della storia.
Molti teologi hanno denunciato in tale fenomeno una pericolosa distorsione delle sacre scritture. Joseph Hough, presidente dello Union Theological Seminary di New York, ha condannato l'insistenza ossessiva sulle sofferenze che saranno inflitte ai non-credenti, e accusa gli autori di stravolgere la Rivelazione per dipingere un universo dove c'è spazio solo per Dio e il demonio. “È’ la stessa visione - ha detto il teologo - che appartiene ad alcuni recenti presidenti degli Stati Uniti, secondo cui c'è il mondo del bene e il mondo del male. I nemici dell'America diventano i nemici di Dio. È’ molto pericoloso perché giustifica comportamenti ispirati all'idea che chi non sta con te rappresenta le forze del male
Quando i politici e i capi di stato cominciano a nominare il nome di Dio invano utilizzandolo a giustificazione delle loro azioni, è l’inizio della fine.


Postato da: jaryg a 10:33 | link | commenti (21)

mercoledì, 01 marzo 2006

RIFLESSIONI SU RELIGIONE E POLITICA.

Ho notato che la mia visione religiosa e politica hanno molto in comune; non tanto relativamente ai contenuti, non mi riferisco infatti alla coincidenza tra precetti religiosi e legali e cioè alla traduzione dei precetti religiosi in norme giuridiche, non sono un’integralista cattolica; mi considero infatti laica e secondo la mia concezione di laicità dello Stato posso concepire che gli unici due divieti religiosi che debbano essere tradotti in norme statali, siano due dei dieci comandamenti e cioè “non rubare” e “non uccidere”, mentre tutto il resto, soprattutto ciò che attiene alle decisioni del singolo individuo circa la propria sfera personale, dovrebbe essere lasciato, da parte dello Stato, alla libera scelta del cittadino, ritenendo che chiunque possa fare ciò che vuole, pur sempre nei limiti del rispetto reciproco e fino a che non si comprima, si leda o annulli con il proprio comportamento un diritto altrui; insomma “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.
Mi riferisco invece alla scelta se credere o meno in Dio o, relativamente alla politica, se appartenere o meno ad uno schieramento e a quale schieramento politico appartenere. Queste visioni sono decisamente basate sul substrato culturale e sociale nel quale sono cresciuta e in cui ho vissuto, e cioè famiglia di operai che si definiscono comunisti e, per quanto riguarda la religione, naturalmente cattolico-cristiana (battesimo, comunione, cresima, tutto in regola…) madre credente e praticante, padre ateo.
Come dal punto di vista religioso credo in Dio, nel Dio così come sono stata indottrinata a concepire dal catechismo studiato in gioventù e dalla cultura cristiana ( anche se alla fine tendo sempre e comunque a personalizzare ogni cosa…) e, per contro, non credo nell’ istituzione ecclesiastica, nei preti e nel clero in genere, così in politica mi considero “di sinistra” (anche perchè definirmi “comunista” sarebbe forse un po’ troppo, sempre per la mia mania di personalizzare …); ho sempre votato in tal senso e continuerò così, quasi fosse un atto di fede, per quanto abbia perso la fiducia nei politici che riceveranno il mio voto e che so che, indipendentemente dal canto del gallo, mi tradiranno…
Tuttavia, pur avendo perso quasi ogni speranza nella classe politica attuale, non penso che diventerò mai una “agnostica politica”; considero gli agnostici politici un sottoinsieme della più ampia categoria degli “astenuti”; rientrano infatti tra gli astensionisti anche coloro che non votano per pigrizia e coloro che non votano per ignoranza politica dovuta al disinteresse in questo ambito.
L’agnostico invece è colui che sospende il giudizio rispetto ad un problema ( religioso, etico o politico che sia ) poiché ritiene di non avere la risposta, o perché ritiene che non sia umanamente conoscibile una risposta; non potendo avere sufficiente conoscenza, pensa di non avere le basi per esprimersi in modo certo sul problema; ovviamente la sospensione del giudizio non è per l’agnostico dovuta ad ignoranza ma, al contrario, a una strenua e travagliata ricerca che però non lo ha portato a nessun risultato da lui ritenuto soddisfacente.
Ma perché poi stare ad arrovellarsi tanto l’animo volendo a tutti costi trovare delle risposte assolute? Certo, so che i politici di qualsiasi in genere, sono pur sempre uomini e quindi potenzialmente avidi, corruttibili, falsi e opportunisti, ma io mi riconosco nei principi alla base dell’ideologia di sinistra, pur sapendo benissimo che magari i miei rappresentanti non li concretizzeranno a pieno; insomma è un po’ come fare beneficenza: tu dai dei soldi ad un ente che si dice raccogliere fondi per varie onorevolissime cause, ma poi alla fine i soldi che tu elargisci non sai mai se verranno utilizzati per le finalità che a te sono state presentate o se invece non ci sarà qualcuno che ci specula sopra e si arricchirà alla faccia delle tue buone intenzioni; c’è sempre questo rischio; ma come si dice “è il pensiero che conta”.
Quindi, così come credo in Dio, perché non credere mi farebbe sentire peggio, allo stesso modo, pur sconsolata, il 9 aprile mi recherò alle urne per compiere il mio “atto di fede”, perché non votare e avvantaggiare in qualche modo la destra, e in particolare Berlusconi, mi farebbe stare ancora più male; e poi, chissà, magari questa è la volta buona che la sinistra si renderà degna del mio voto… mah… “chi visse sperando morì non si puo' dire..."


Postato da: jaryg a 10:55 | link | commenti (41)