LA MADRE DEGLI STUPIDI...PARTORISCE IN OGNI CLIMA.
Neve, neve, tanta tantissima neve; è da qualche anno che ogni inverno Genova, la mia bellissima e amatissima città, si ritrova ricoperta da questa fredda glassa che la coglie ogni volta impreparata, per quanto il rischio neve venga più volte preannunciato. Lasciando da parte i disagi che questa crea al traffico e alle persone che lavorano, e le solite polemiche sul Comune e sui suoi mezzi inadeguati a rendere la circolazione perfettamente scorrevole all’istante anche nei viottoli più piccoli (parlano tutti, ma quelli che si rendono utili e vanno a spalare le strade o a spargere il sale sono pochissimi…), è innegabile che l’atmosfera che si viene a creare in città in questa circostanza è surreale, quasi da episodio di “Ai confini della realtà”. C’è poca gente in giro, ci sono meno rumori, quelli di solito provocati dal frenetico traffico cittadino, persino momenti di silenzio quasi totale; è proprio il suono ad essere diverso, così, attutito dal soffice manto; l’espressione “atmosfera ovattata”, quella che si usa sempre in questi casi, è proprio la più azzeccata.
Il mio viaggio di ritorno a casa in autobus si raddoppia nel tempo, come le immagini che scorrono dai vetri del mezzo pubblico offuscate dal costante e incessante nevischio; le persone camminano lentamente e barcollando, per il rischio di scivolare, le macchine, poche, vanno piano per non slittare, i rami degli alberi con le foglie coperte di neve, così appesantiti, reagiscono stanchi alle sollecitazioni del vento; tutto è calmo e rilassante; la Natura detta e impone i suoi tempi, la Natura a volte ci rallenta anche nei pensieri e poi…
…poi vengo riportata bruscamente alla realtà da quattro ragazzetti deficienti che ai lati della strada lanciano palle di neve contro i finestrini del bus, palle talmente compattate da sembrare quasi pietre, una delle quali per poco non rompe un vetro del veicolo, proprio vicino al posto in cui ero seduta. Perdo così quel briciolo di poesia e romanticismo che mi scorrono nelle vene, riportati a galla dalla bellezza del paesaggio innevato al crepuscolo, tanto che mi verrebbe voglia di scendere dall’autobus e sottoporre quegli imbecilli a lapidazione, naturalmente con palle di ghiaccio…
La Natura a volte rallenta ma la stupidità umana va sempre veloce, troppo…
"NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO"
In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad una nuova tendenza a sfondo mistico.
Dopo le deliranti farneticazioni di Alì Agca che, a seguito del suo arresto in Turchia, ha ripetuto: "Non sono Dio. Non sono il figlio di Dio. Sono il Messia"; "Sono il Cristo tornato ad annunciare la fine del mondo", anche il religioso padre Fedele Bisceglia, arrestato insieme al suo assistente con l'accusa di violenza sessuale su una suora, agli agenti che lo hanno arrestato ha detto: "Sono innocente. Mi sento perseguitato come Gesù".
Almeno un tempo ci si limitava al più classico: “Lei non sa chi sono io…!” ora si spara veramente in alto.
Nemmeno Lui, si proprio Lui, il nostro - speriamo ancora per poco - Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si era spinto a tanto; Lui almeno ha utilizzato giustificazioni molto terrene alle sue persecuzioni, come per esempio le mistificazioni della sinistra, il complotto perpetrato ai suoi danni dalle “toghe rosse”; ma per quanto possegga un ego sconsiderato e smisurate manie di grandezza, al massimo si è limitato a dire “Il presidente del Consiglio non può mentire per definizione”.
DEJA VU…
Jean-Jacques Eydelie, ex centrocampista dell'Olympique Marsiglia ha rivelato in un'autobiografia "choc" che nella finale di Champions League del 1993 disputata a Monaco di Baviera e vinta dall’Olympique contro il Milan, i giocatori dell’Olympique Marsiglia erano stati dopati.
La confessione parte dal libro autobiografico scritto dal centrocampista francese la cui uscita è prevista in marzo, e di cui ieri ne sono state diffuse alcune anticipazioni.
Eydelie scrive:
"La finale di Coppa dei Campioni del 1993 a Monaco è stata personalmente l'unica occasione in cui ho accettato di prendere un prodotto. Ci fu una seduta obbligatoria di punture, a cui si rifiutò di partecipare solo Rudi Voeller. Durante la partita mi sono sentito diverso dal solito, il mio fisico rispondeva in modo differente sotto sforzo".
Mentre il Milan si è prontamente affidato all'avvocato Cantamessa perché l’eventuale frode sportiva comporterebbe la perdita del trofeo da parte del Marsiglia, anche l'Uefa si prepara ad avviare un'istruttoria e per l’occasione verranno rivisti anche i filmati della gara.
Commento di Roberto Donadoni, attuale allenatore del Livorno:
"Non so quale possa essere il destino della Coppa, ma una cosa è certa, sempre che vengano provate le accuse di Eydelie: se tutti i giocatori erano dopati, sicuramente c'è stata la mano, la volontà della dirigenza. Resto sconvolto dal fatto che dei professionisti del nostro sport, possano ricorrere a qualsiasi mezzo per vincere".
Commento di Daniele Massaro:
"Resto sconcertato, sconvolto da questa situazione. E' incredibile, se fosse provato anche a distanza di anni, come dei professionisti abbiano potuto essere così costretti. Non conosco a fondo i regolamenti, ma mi sembra giusto che, se fossero provate anche 13 anni dopo le accuse di Eydelie, bisognerebbe togliere quella Coppa dei Campioni al Marsiglia, per assegnarla al Milan".
Sicuramente è colpa del medico sportivo dell’Olympique…forse…
POLITICA E PIZZA, MA NON “MARGHERITA”, GRAZIE…
Nei commenti al post precedente dalla politica si è arrivati a parlare di pizza e mi è venuto da pensare che effettivamente, per quanto mi riguarda, pizza e politica hanno qualcosa in comune.
Io sono una di quelle persone che quando si tratta di ordinare una pizza non scelgono mai quelle a catalogo così come sono, ma devono sempre personalizzarle. A me piacciono le pizze ben farcite, non mi piace la margherita, (e anche in questo riscontro una certa affinità con le mie idee politiche); se in una pizzeria a catalogo c’è per esempio la pizza X farcita con y, z, e k, che potrebbe piacermi, potete stare sicuri che ordinerò la X ma senza y e con aggiunta di v (sono l’ incubo di Blumfeld quando deve ordinare al telefono le pizze da asporto…).
La stessa cosa mi accade per quel che riguarda la politica; mi considero di sinistra, ho sempre votato in tal senso e continuerò su questa strada, ( per la precisione ho quasi sempre votato per Rifondazione Comunista) ma come penso accada anche a molti altri, c’è sempre qualcosa che non mi va e che vorrei modificare o cambiare nel mio caso per ottenere la mia “sinistra ideale” e in particolare la mia “RC ideale”.
Sostanzialmente sono due le questioni che modificherei:
I rapporti con la Chiesa ed il Vaticano : vorrei che si ribadisse con la massima fermezza e decisione il concetto di laicità dello Stato - utilizzando una terminologia cara a Rc - “senza se e senza ma”. Non mi piace per niente questa eccessiva tolleranza e noncuranza alle ingerenze della Chiesa negli affari statali e in particolare in tutti quegli aspetti che attengono alla sfera personale e privata e alla coscienza dei singoli cittadini, vedi aborto, fecondazione assistita matrimoni tra omosessuali. La Chiesa deve pensare a salvare le anime dei fedeli, se questi vogliono essere salvati dall’inferno, mentre non deve importarle assolutamente niente delle scelte di atei, agnostici, laici e appartenenti ad altre religioni. A questi deve pensare lo Stato italiano in quanto suoi cittadini e, relativamente a queste materie, si dovrebbe lasciare libertà di scelta.
La Chiesa e in particolare il card. Ruini in quanto "ministro" di un altro stato, quello del Vaticano appunto, non dovrebbe permettersi di proferir parola su tali questioni, e su nessun altro provvedimento politico adottato dal laico Stato italiano (magari condizionando le scelte dei cittadini nei referendum, per esempio facendo subdole campagne elettorali), pena la perdita di tutti quei privilegi, soprattutto fiscali, di cui la Chiesa già fin troppo ampiamente gode, fino ad arrivare alla revisione dei termini del Concordato se necessario.
Immigrazione e legalità : argomenti troppo spesso strettamente collegati. Infatti non riesco a capire come un partito che dice di voler tutelare le classi più deboli e volergli dare condizioni di vita e lavorative più dignitose tolleri e giustifichi gli immigrati illegali e pecchi di eccessivo garantismo nei loro confronti, facendo sì che inevitabilmente si produca un abbassamento sia della qualità della vita dei cittadini italiani, e dei redditi da lavoro, sia delle condizioni lavorative proprio di quelle categorie che si dice di voler proteggere (la base del loro elettorato), per non parlare poi dello sfruttamento degli immigrati da parte di italiani senza scrupoli. Si incrementano così i disagi sociali dei ceti medio bassi, e si favorisce una guerra tra poveri, che esaspera il conflitto sociale e alimenta negli italiani un sentimento razzista portato dalla crescente percezione di privilegio per gli stranieri rispetto agli stessi cittadini italiani.
Caso emblematico di questa brutta tendenza è quello di Cofferati il quale, appunto, è stato accusato dall’estrema sinistra di adottare una politica reazionaria, tanto che è stato persino definito “sceriffo” dopo gli sgomberi di case occupate illegalmente ( pericolanti e quindi a rischio di crollo), dell’invio di ruspe sul Lungoreno per abbattere le baracche dei rumeni (tutti illegalmente in italia) e per le multe ai lavavetri che operavano ai semafori. Ecco così scattare puntuali le proteste di Rifondazione e Verdi dei i cattolici infastiditi da tali metodi “autoritari”, mostrando così tutta la loro miopia per la realtà, arrivando a considerare, proprio Cofferati, come il nemico. Questo solo perché ha cercato il rispetto della legalità…
Queste sono le sante parole di Cofferati intervistato sulla questione:
“La sicurezza è un tema della destra e perciò non esiste, esiste solo la solidarietà. " Sia in Rifondazione che nei Verdi c'è un'anima movimentista che pensa che le leggi si cambino con la consuetudine a violarle. Pensi all'occupazione delle case: intanto occupiamo, poi cambiamo i criteri di assegnazione. Non è così. Le leggi si rispettano per quello che sono, e si cambiano nelle sedi proprie. È questo il punto che ha tanto condizionato l'azione della sinistra: una certa indulgenza, una sottovalutazione dell'illegalità diffusa e "socialmente apprezzabile". La sinistra ha un riflesso condizionato: siccome la legalità è sempre stata una bandiera della destra allora non se ne parla, è tabù. Errore gravissimo, e lo dimostra l'atteggiamento che ha la destra oggi a Bologna: nega l'esistenza del tema non potendo più cavalcarlo. Ho letto editoriali che dicono: a forza di parlare di violenza la violenza arriva. Capisce? come se fosse un problema di parole e di chi le usa".
E poi, basta scendere in piazza per le amnistie, se le carceri sono troppo piene prevediamone la costruzione di nuove ( anche se già ce ne sono di nuove gia pronte e mai utilizzate..) e miglioriamo le condizioni della vita carceraria, avendo sempre presente che si tratta di persone che hanno compiuto reati e che quindi è giusto che scontino le loro pene.
ICONOCLASTIA DEL SALUTO
Oggi “cartellino rosso” ad un militante di Rifondazione Comunista, Antonio Filoni, consigliere comunale a Biella del partito di Bertinotti, tifosissimo della Lazio, con la colpa di aver difeso Di Canio e il suo saluto romano.
Il tutto ha avuto inizio circa una settimana fa quando Filoni, personaggio molto conosciuto in città proprio per la sua candidatura a sindaco nelle file del PRC, ha preso posizione in difesa di Di Canio mediante una lettera inviata ai giornali. Con l' intenzione di evidenziare il gesto “goliardico” dell' attaccante laziale, Filoni e Zappalà (AN), appartenenti a schieramenti politici opposti ma uniti nella fede sportiva, si sono fatti fotografare pubblicamente a braccio teso. La fotografia del consigliere è stata pubblicata sul giornale L'eco di Biella il 21 dicembre. Questa a quanto pare è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il segretario del PRC di biella Marco Sansoè, spiega che se fosse stato possibile il collegio di garanzia tre giorni fa avrebbe adottato il provvedimento di "allontanamento, non di espulsione" che ha dovuto prendere. “ Peccato che la fotografia sia stata scattata in una sede istituzionale - al termine di un consiglio comunale e in più proprio nel sessantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo - e che, mentre uno dei due è di An, l'altro sia di Rifondazione”. Sansoè ha paventato anche il sospetto, "pur senza averne la prova", che Filoni sia caduto in una trappola tesagli dalla destra. "Ci teniamo a sottolineare che Rifondazione è molto diversa dai partiti comunisti di una volta. L' espulsione non esiste più per statuto perchè non si tratta di un provvedimento definitivo". Mah, sarà…
Con questo caso, si evidenzia l’assoluta mancanza di idee politiche della sinistra che si mostra solo in questo patetico attaccamento a simboli, a gesti e a commemorazioni di fatti accaduti in un periodo passato che, certamente non vanno dimenticati, ma che vanno contestualizzati o comunque superati, data la situazione storica ed economica nella quale viviamo che è completamente diversa. Della storia se ne devono occupare gli storici, la politica deve guardare al presente e al futuro. Si da più importanza ad un gesto che certamente rievoca spettri del passato panorama storico italiano e non si dà peso alle richieste di politica concreta da parte dei futuri elettori.
Anche la sinistra fa un continuo uso di simboli inappropriati quali la bandiera di Cuba, simbolo ormai del regime castrista, o l’immagine di Che Guevara, che sono al contrario simboli di crudeltà violenza ed oppressione. Quelli che agitano nelle manifestazioni queste bandiere sono per esempio quelli che manifestano affinchè le coppie gay possano sposarsi, quando la sodomia o l’omosessualità erano e sono punite a Cuba con il carcere. Ma che testa hanno queste persone…e poi si scandalizzano del saluto romano di Di Canio…posso capire che a qualcuno possa dare fastidio, è vero che può essere visto solo come una gratuita provocazione e che se lo potrebbe risparmiare, ma cavolo con tutte le cose che non funzionano e sono da migliorare in Italia si pensa solo a questo? Ricordo poi che lo stesso calciatore è stato premiato come il giocatore più corretto e leale del campionato inglese.
Ma l’Italia è il paese delle contraddizioni, il saluto romano fatto in campo da Di Canio scandalizza la sinistra italiana e non solo e il presidente della Fifa Sepp Blatter richiede pene più severe per gesti simili, quando nel nostro inno nazionale, suonato nelle competizioni sportive internazionali, ci sono riferimenti ai “bambini Balilla” (i Balilla erano la gioventù educata secondo i crismi fascisti), riferimenti alle formazioni dell'esercito romano (la coorte), all'Austria , ai cosacchi. Ricordo che quando fu creata la costituzione italiana nel 1946, la stessa classe politica che aggiunse la disposizione transitoria che vietava la ricostituzione del partito fascista ( la XII per la precisione ) fu la stessa che scelse l'inno di Mameli come inno nazionale, con chiari riferimenti utilizzati dal duce. Curiosa poi la comunità ebraica che si scandalizza tanto per il braccio teso, mentre non fa altrettanto quando si agitano i pugni in aria i quali, comunque, sono un gesto che rimanda al regime sovietico nel quale non mi sembra siano stati trattati molto meglio.
E poi, a parte tutti i discorsi la cosa migliore è guardare la normativa vigente in materia di “apologia del fascismo”.
La legge 20 giugno 1952 n. 645, nel testo modificato dalla legge 22 maggio 1975 n.152, riconduce l’ipotesi della ricostituzione del partito fascista a tre soli casi: 1) quando si perseguono le finalità proprie del partito fascista esaltando, minacciando o usando violenza; 2) quando si propugna la soppressione delle libertà costituzionali o si denigra la democrazia; 3) quando si svolge propaganda razzista, anche attraverso manifestazioni esteriori di carattere fascista. In queste manifestazioni è vero che rientra anche il saluto romano, ma la legge richiede che a compiere il reato sia un’associazione composta da almeno cinque persone. Quindi il reato non sussiste perché mancavano altre quattro braccia tese e il gesto di Di Canio può essere considerato tranquillamente come libera manifestazione di pensiero e non punibile in sé, a meno che non implichi il pericolo di una possibile ricostituzione del partito fascista (Cassazione, sezione II n. 7560 del 30.7.1082).
Chiudo con una citazione di Trilussa, il noto poeta dialettale romano, il quale diceva: “Quando dai la mano a uno ti può capitare di stringere quella di una persona poco pulita o magari quella di un ladro o delinquente. Perciò salutiamoci tutti alla romana: ci vorremo ancora bene, ma tenendoci a distanza!”