GTA- SAN ANDREAS
Chi non lo conosce ormai? È quel videogioco che simula in maniera tendente al realismo come si ruba un'auto, con quali attrezzi e tecniche, come si compra e si vende droga, come si ammazza qualcuno con un colpo solo sparandogli alla testa (con tanto di teste che esplodono e sangue che schizza, il rumore e tutto e il resto) e molte altre cosette interessanti...
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere una notizia sul Tgcom:
Modifiche hard per Grand Theft Auto: Hacker introducono scene "esplicite"
La fantasia degli hacker non conosce limiti. Dopo essersi "divertiti" a violare siti Internet e banche dati in tutto il mondo, alcuni pirati informatici hanno infatti modificato un'edizione scaricabile del celebre videogioco "Grand Theft Auto: San Andreas" inserendo minigame con scene di sesso esplicite. L'allarme è stato lanciato direttamente dal produttore del videogame che ha chiesto alle autorità competenti di aprire un'inchiesta sul caso.
La Rockstar Games, divisione di Take-Two Interactive Software Inc. all’inizio in effetti aveva subito precisato che si era trattato con certezza di un attacco proveniente da un determinato gruppo di hacker ed ha immediatamente provveduto ad informare le autorità competenti.
I portavoce di Rockstar hanno così inizialmente negato di avere qualsiasi responsabilità nella diffusione della modifica incriminata e scaricano la colpa su anonimi pirati: "Abbiamo appreso che la patch è stata programmata da alcuni hacker(sic) che hanno modificato e ricompilato illegalmente il codice del nostro software", si legge in un comunicato ufficiale.
"Ci avevano segnalato che nel giro degli hackers circolava un MOD che alterava totalmente alcune scene del gioco, così abbiamo iniziato a studiare nuove soluzioni che potessero proteggere il codice; certamente non abbiamo inserito noi quelle scene", ha spiegato il portavoce di Rockstar Games. Il MOD attualmente è disponibile online per le versioni PC mentre la versione per console ha bisogno di un intervento tecnico sull’hardware: insomma, può essere utilizzata solo dagli utenti che dispongono di PSX 2 e X-box modificate. Secondo la Rockstar Games, questa azione avrebbe comportato un serio danno all'immagine del gioco, già messo sotto accusa per i contenuti non proprio soft, secondo alcuni poco adatti ad un pubblico non maggiorenne.
Ma gli osservatori del National Institute on the Media and the Family sono incappati nel sito di Patrick Wildenborg: un giovane programmatore, appassionato di GTA San Andreas, sviluppatore del MOD "Hot Coffee" la patch che sblocca scene di carattere porno all'interno del videogioco.
Associazioni e politici si sono subito scagliati contro i produttori del gioco. Giudici californiani e genitori del Minnesota hanno subito colpevolizzato Rockstar Games per avere intenzionalmente nascosto contenuti pornografici all'interno di GTA San Andreas soprattutto dopo che Patrick Wildemborg stesso ha ribadito di avere semplicemente sbloccato dei contenuti già presenti all'interno della versione originale di GTA: "Basta semplicemente cambiare un'impostazione e si disattiva una sorta di censura", sostiene Wildemborg, "così che tutte le scene rimosse possono mostrarsi integralmente". Insomma si tratterebbe di Easter eggs a sfondo erotico.
Questo è ciò che si trova sul sito di Wildemborg:
Hot Coffee Mod for GTA San Andreas
With this mod you will be able to unlock the uncensored interactive sex-games with your girlfriends in San Andreas. Rockstar build all this stuff in the game, but decided to disable it in their final release for unknown reasons. And now this mod enables these sex-games again, so now you can enjoy the full experience.
A seguito di questo alcuni esperti di computer del NIMF hanno fatto una prova su un DVD originale regolarmente acquistato da un rivenditore ufficiale e applicando il “cheat code” scaricabile senza alcun problema da internet, hanno potuto così verificare come i contenuti sessuali espliciti fossero già “nascosti” nella versione originale.
David Walsh, il fondatore di NIMF ( National Institute of the Media and the Family ) ha dichiarato: "A tutti dovrebbe essere chiaro che i videogiochi influenzano i più giovani; San Andreas si era già distinto per i contenuti violenti e i riferimenti sessuali, ma adesso siamo di fronte a vere e proprie scene pornografiche".
Morale della favola: in primo luogo il tgcom è sempre molto approssimativo e superficiale nel dare le notizie, e ha preferito dare una versione un po’ modificata puntando il dito contro quei cattivoni dei pirati informatici che ne combinano sempre qualcuna; in secondo luogo finché il gioco consisteva nel far si che il personaggio compiesse rapine furti e omicidi anche efferati poteva essere sopportato, anche se con alcune polemiche, dall’opinione pubblica americana, tanto da porre la qualifica di gioco +17 e acquistabile da minori di 17 anni solo se con permesso scritto dei genitori o con accompagnamento da parte di questi ultimi, ma quando si è trattato di far compiere al protagonista scene di sesso esplicite, eh no, questo si che è troppo! e deve portare alla qualificazione del gioco come “for adults only” se non anche alla censura del gioco…
Inoltre dato che la questione è venuta fuori solo ora quando si stà già lavorando ad un ennesimo capitolo di GTA, non sarà mica che si tratta di una trovata pubblicitaria della stessa Rockstar Games la quale contava sull’intervento esterno di qualche "esperto" che ne creasse una patch per poi far ricadere la responsabilità del tutto su di lui…? come si dice non importa che se ne parli bene o male l’importante è che se ne parli…
TUTTI AL MARE!

Ieri sera sui cartelli luminosi nei quali appaiono solitamente avvisi del comune di Genova alla viabilità o slogan stupidissimi come “fai attenzione quando guidi e la vita vince”, “ricordati di allacciare le cinture e la vita vince” ( che tristezza….), campeggiava la scritta “per tre giorni divieto di balneazione sul tratto dalla foce a nervi”. Non essendomi chiaro il motivo, già io mi immaginano un attacco di squali, chissà quale mostro marino o una petroliera affondata sul tratto di spiaggia davanti a casa mia…
L’antefatto è questo: gli ospedali San Martino Galliera e Gaslini hanno dichiarato ieri sera lo stato di emergenza in seguito alle richieste di soccorso di numerose persone (un’ ottantina almeno) che hanno accusato febbre alta e malori dopo aver fatto il bagno in mare nelle spiagge del Levante genovese, tra corso Italia e Nervi. Sono state attivate le unità di crisi, tutti i pazienti sono stati ricoverati in osservazione mentre è stato lanciato l'allarme all'Arpal, l'agenzia regionale per l'ambiente.
I sintomi degli intossicati (tra i quali alcuni bambini e ragazzi) erano febbre, bruciori agli occhi e alla gola, dolori al torace difficoltà respiratorie e dolori addominali. La direzione sanitaria, in contatto continuo con Arpal, ha confermato che per tutti - ricoverati e monitorati - il denominatore comune era l'elevato numero di globuli bianchi.
Intervistato il dottor Giacomo Zappa, del pronto soccorso del Galliera ha detto :” i sintomi sono per tutti gli stessi leucocitosi con sintomi accessori quali secrezione della mucosa, dispnea, congiuntivite. Voglio sottolineare che non sono sintomi imponenti, gravi o preoccupanti e vengono tutti trattati con una terapia adeguata di aerosol addizionato a glucocorticoidi».
All’ inizio sono state avanzate diverse ipotesi, come cause possibili dell'intossicazione, tra le quali il riversamento in mare di sostanze chimiche, ma in poche ore i tecnici dell' agenzia regionale dell' ambiente hanno scoperto la causa dei mali di tutte queste persone. Il responso è stato diffuso in serata.
Secondo l'Agenzia per l' ambiente ligure incaricata dei prelievi e delle analisi in mare, l'intossicazione sarebbe dovuta all' alga denominata Ostreopsis ovata, un' alga tropicale della famiglia delle Dinoficee. Le alte temperature e una concentrazione di azoto e fosforo in acqua ne avrebbe accelerato la fioritura e l' emissione di neurotossine (c.d. fenomeno di 'bloom algale', una fioritura particolarmente abbondante che può verificarsi in presenza di condizioni favorevoli e si esaurisce in pochi giorni ) . L' aerosol salino che naturalmente produce il mare ha, con tutta probabilità, trasportato in aria le neurotossine, interessando quindi anche chi non si è immerso in acqua. La neurointossicazione può causare moria di pesci e invertebrati, e indurre uno stato morboso acuto nell' uomo. La presenza di alghe velenose nel Mediterraneo è accertata da tempo, da quando il fenomeno ha iniziato ad interessare i mari dell' Alto Adriatico dove è regolarmente monitorato dalle Arpa.
E pensare che sabato e domenica anch’io ero in spiaggia ma per la mia solita pigrizia, e questa volta per mia fortuna, non ho fatto nemmeno un bagno pur essendoci un caldo infernale…e comunque ero in buona compagnia dato che mi ascoltavo beatamente in cuffia una selezione musicale molto raffinata che comprendeva tra gli altri Carcass, Impaled Nazarene e Obituary…chi meglio di loro avrebbe potuto difendermi…?
PIOVE...
Stamattina mi sveglio e niente spiaggia, è brutto il tempo. Il cielo è coperto di nuvole grigissime e in lontananza si sente il rombo dei tuoni, mentre iniziano a cadere i primi goccioloni. Eh sì, i temporali estivi sono proprio così; il rumore dei tuoni si avvicina come il ruggito di un’enorme bestia che lentamente cresce e arriva poi ad inghiottirti, un specie di Bolero di Ravel della natura, parte piano fino ad arrivare al culmine della potenza quando e’ sulla tua testa, per poi di nuovo allontanarsi e, se va bene, lascia poi spazio ai primi raggi del sole, quelli che, porca miseria ( e qui è finito il mio slancio poetico…), avrei voluto prendermi io oggi per abbronzarmi, visto che sabato e domenica sono gli unici giorni in cui posso far acquistare un po’ di colore alla mia pelle pallida.
I temporali estivi mi mettono sempre un po’ di paura e angoscia, sarà perché, per quanto siano passati più di dieci anni, ho sempre in mente le immagini dell’alluvione del 27 settembre del 1992 e di quando il Torrente Sturla, che scorre 20 metri sotto le finestre di casa mia, esondò. E’ difficile dimenticare certe scene, soprattutto se viste con gli occhi di una ragazzina di appena 18 anni. Immaginate di vedere una quantità spropositata di acqua che scende dal cielo, un apparentemente innocuo torrentello che inizia rapidamente ad ingrossarsi fino a allagare i giardini e le case sotto le mie finestre, la strada lungo il fiume che diventa parte del letto del torrente, il campo sportivo di atletica che passa in breve tempo da risaia a piscina, e soprattutto le macchine parcheggiate sulla strada che cominciano a galleggiare e ad essere trasportate verso il mare come se fossero barchette, non prima di aver divelto completamente un ponticello in cemento che si trovava sulla loro rotta; mercedes come anche utilitarie che sono ancora sul fondo della spiaggia di Sturla e lasciate li ormai come parte del fondale marino, sulle quali hanno attecchito colonie di alghe e crostacei. E poi una macchina incagliata completamente in verticale appoggiata sul pilone in muratura del ponte della ferrovia che passa sopra il fiume. Pompieri e sommozzatori ovunque, in primo luogo per liberare alcuni ragazzi che erano rimasti intrappolati nella discoteca adiacente al fiume nella quale stavano passando il pomeriggio e, purtroppo, anche per recuperare i corpi di una bambina e di sua nonna, che abitavano qua sotto vicino al torrente e che conoscevo di vista, che furono spazzate via dalla piena mentre erano in casa, alle 14,30 del pomeriggio di quel giorno.
E tutto questo lo vidi affacciata dalla finestra della sala di casa mia che, per fortuna, si trovava in collina e non venne sfiorata dalla piena.