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mercoledì, 20 aprile 2005

SIEG-HEIL...!   

...ehm,...volevo dire "habemus papam"...! Come auspicato da molti è Ratzinger il nuovo papa. Anche se il suo richiama più il nome di un robot protagonista di un cartone animato giapponese, sarà lui la nuova voce di Dio in terra...! Me lo immagino già mentre si affaccia dalla finestra sulla folla in delirio a S. Pietro, con il braccio destro teso e il petto in fuori..., cioè con le braccia alzate per la benedizione dell'angelus..., protetto dalle guardie teutoniche...cioè svizzere...
Per non parlare poi delle nuove riforme, come per esempio la rinnovata diffusione mondiale della razza ariana..., cioè della fede cristiana, e preservativi obbligatori solo per rapporti sessuali tra razza ariana e altre specie minori...ecc.
Joseph Ratzinger ha scelto di chiamarsi papa Benedetto XVI, il suo immediato predecessore papa Benedetto XV ( all'anagrafe Giacomo Della Chiesa, nato a Genova-Pegli il 21 novembre 1854) è stato il papa che ha fatto da testimone al primo conflitto mondiale...( vorrà dire qualche  cosa...?)
E poi Giovanni Paolo II aveva detto che prima di morire avrebbe rivelato chi è l'anticristo, quindi fuori il nome e subito...!


Postato da: jaryg a 00:05 | link | commenti (70)

lunedì, 11 aprile 2005

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…


Aspettando la “fumata bianca”, un argomento di cui si e’ trattato in particolare nelle settimane scorse è quello delle fumate nere e cioè dell’inquinamento da smog e della possibilità di utilizzare olii di semi come carburanti meno inquinanti: in particolare l’olio di semi di colza è emerso all'attenzione di tutti soprattutto in qualità di carburante alternativo al diesel.
Ma qualcuno si sarà chiesto: cos’è la “colza”? La colza (Brassica napus oleifera) è una pianta originaria del bacino del mediterraneo; Il termine colza, secondo studiosi francesi, deriva da un termine, "colzat", nato nella Fiandra francese per indicare la semente; questo termine è stato, a sua volta, preso in prestito da un vocabolo olandese, "koolzaad", tradotto, parola per parola, "semente di cantina". La coltivazione della colza come pianta da olio si è diffusa nell'antichità nei paesi europei ove non erano presenti l'olivo ed il papavero. Alla fine del Medio Evo l'olio di colza era diffusamente impiegato nei paesi del nord Europa per l'illuminazione. Nel ‘700 l’Olanda era l’unico paese in Europa a coltivare la colza per seme.
Fuori dall'Europa le più antiche testimonianze sulla colza si trovano in testi Sancriti indiani, datati dal 2000 al 1500 prima di Cristo. La letteratura giapponese riporta che la coltura della colza fu introdotta dalla Cina e dalla Corea 2000 anni fa. In Canada fu importata nel 1942 ed in Australia solo nel 1969. Attualmente i maggiori coltivatori di colza risultano essere India, Cina, Canada e Pakistan.
L'uso dell'olio vegetale come carburante si ebbe già con i primi motori di fine ottocento, accompagnando la nascita delle prime automobili; nel 1893 fu Rudolph Diesel a mettere a punto il primo motore "diesel" utilizzando come carburante olio di canapa e cereali.
Nel corso del novecento gli oli vegetali furono utilizzati come carburanti in varie occasioni. Durante la seconda guerra mondiale l'olio di colza fu utilizzato in particolar modo per i motori nautici. Una scelta resa necessaria dalle difficoltà di approvvigionamento petrolifero dalle aree mediorientali.
Negli anni '80 Raul Gardini aveva inutilmente cercato di porre le basi per la produzione di bioetanolo dai cereali; i tentativi fatti si erano dimostrati non convenienti dal punto di vista economico, ma trovavano una loro ragione nella politica comunitaria di allora che sosteneva le produzioni eccedentarie.
In Brasile, da tempo, le automobili viaggiano con miscele di carburanti che hanno percentuali di etanolo varianti dal 20 al 90%.
Sembra certo che, almeno nelle condizioni italiane, i combustibili derivati dagli oli vegetali siano superiori al bioetanolo. Si è stimato che un ettaro di colza è in grado di fornire prodotti energetici in quantità tale da sostituire 2.200 kg di olio fossile importato. In caso di teleriscaldamento la quantità di olio fossile compensata sale a 4.400 kg.
Il cosiddetto biodiesel, cioè l'olio combustibile per trazione, è un carburante composto da una miscela di esteri alcoolici degli acidi grassi ottenuti tramite un processo abbastanza semplice.
E' meno inquinante rispetto al gasolio di origine fossile perché non contiene composti solforati e perché la migliore combustione riduce le emissioni di monossido di carbonio dell'85%, quelle di aldeidi del 60%, quelle di carbonio del 50% e quelle di composti aromatici del 40%.
Inoltre il biodiesel disperso sul terreno viene quasi totalmente degradato dalla microfauna in 21 giorni.
In Italia esistono impianti per la produzione di biodiesel a Livorno, Brindisi e Varese. In Francia e Germania sono molto avanti: nell'annata 1995-96 entrambe le nazioni prevedono oltre 300.000 ettari di colture oleaginose
L'uso alimentare dell'olio di colza, invece, crebbe dopo la seconda guerra mondiale. La produzione per scopi alimentari venne però fortemente penalizzata negli anni '70 a causa degli studi sull'effetto della colza sulla salute umana che ne frenarono la sua competizione nei confronti degli altri oli di natura vegetale. Trattandosi di un acido grasso insaturo, che facilmente si ossida favorendo processi di irrancidimento, e perché, dagli anni '70, è considerato un fattore antinutrizionale, responsabile dell'accumulo di lipidi nel fegato, nei surreni, nel cardio, ecc. Tuttavia I genetisti canadesi per primi selezionarono una varietà (la Canbra) priva di acido erucico e con un contenuto medio di acidi grassi simile all'olio di soia quindi adatto al consumo alimentare.
La colza da origine ad ottime produzioni di miele. In Francia il miele di colza, per la sua cristallizzazione molto fine, viene usato, in miscela con altri mieli, per la preparazione del tipico “miele di crema”.
I semi di colza, contengono dal 45 al 60% di acido erucico e rappresentano la fonte energetica rinnovabile più economica che alcuni ritengono in grado di rivoluzionare la chimica industriale del XXI secolo.
Attualmente l'industria utilizza un loro derivato, l'erucamide, per la sintesi di film plastici (dall'acido erucico si ottiene per scissione l'acido brassilico che polimerizzato forma il nylon ).
Per chi fosse interessato alla coltivazione della colza qui troverete maggiori informazioni…(https://www.cti2000.it/virt/cti2000/biodiesel/colza.htm)


Postato da: jaryg a 22:32 | link | commenti (45)