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lunedì, 31 gennaio 2005

I GIORNI DELLA …MERLA

Ieri pomeriggio parlando con due amici del tempo in perfetto stile inglese, e in particolare del freddo polare che c’è in questi giorni, uno di noi tre ha esordito con: “ eh si, d’altra parte sono i giorni della merla…” . Di noi tre uno non sapeva nemmeno che questi tre giorni dell’anno erano definiti giorni della merla, io l’avevo sentito e sapevo che erano considerati dalla tradizione i più freddi dell’anno ( per la precisione si tratta degli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31) ma non sapevo cosa centrassero i merli con il gelo, l’altro il più informato ci ha spiegato anche il perché si chiamano così ( quante cose nuove si imparano soprattutto parlando davanti ad un museo e senza nemmeno entrarci… ) e cioè molto sinteticamente che l'origine dei "giorni della merla" è legata a una vecchia leggenda: una volta i merli erano tutti bianchi ma nel corso di un inverno più gelido del solito, una merla si rifugiò per 3 giorni in un comignolo uscendone per sempre con le piume sporche di fuliggine e da quel giorno i merli diventarono tutti neri.
La tradizione vuole che se gli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31 sono freddi, la primavera sarà bella, se sono caldi la primavera arriverà tardi, questo nonostante diversi metereologi abbiano dimostrato che non tutti gli anni é così e che anzi le medie dicono che c'é qualche altro giorno più freddo. In realtà ho scoperto che le leggende intorno a questa tradizione sono molte: c’e’ la versione da raccontare ai bambini con l’allegra famigliola di merli la quale “per l'inverno, aveva trovato casa sotto una gronda al riparo dalla neve che in quell'anno era particolarmente abbondante. Il gelo rendeva difficile trovare le provvigioni per sfamarsi Un giorno il merlo decise di volare ai confini di quella nevicata, per trovare un rifugio più mite per la sua famiglia. Intanto continuava a nevicare. La merla per proteggere i piccoli intirizziti dal freddo, spostò il nido su un tetto vicino, dove fumava un camino da cui proveniva un po’ di tepore.
Il freddo durò tre giorni e il merlo si assentò per sette giorni. Quando tornò indietro, quasi non riconosceva più la consorte e i figlioletti erano diventati tutti neri per il fumo che emanava il camino. Nel primo giorno di febbraio comparve finalmente un pallido sole e uscirono tutti dal nido invernale; anche il capofamiglia si era scurito a contatto con la fuliggine”.
Da allora i merli nacquero tutti neri e i merli bianchi diventarono un'eccezione.
C’e’ poi la versione in cui la merla madre e’ single e sola con i suoi figlioletti e poi ci sono le versioni consigliate ad un pubblico non particolarmente sensibile perché decisamente non a lieto fine…: “Un giorno due merli bianchi, maschio e femmina , si ripararono per il freddo in un camino. Non avendo nulla da mangiare il maschio decise di uscire per cercare qualcosa. Dopo tre giorni tornò e trovando un uccello nero come il carbone, non riconobbe la sua merla e tornò indietro per cercarla. La merla, annerita per la fuliggine, nel frattempo morì di fame. Oppure l’altra: “Il merlo e la merla si sposano alla fine di gennaio, al paese della sposa, oltre il Po. Dovrebbero riattraversarlo per tornare nella loro casa, ma si è fatto tardi e si fermano per due giorni presso dei parenti. La temperatura si abbassa molto. Il merlo è costretto ad attraversare il Po ghiacciato, ma muore. La merla piange ed il suo lamento si sente ancora lungo il Po, nelle notti di fine gennaio”.
Quale che sia la versione non mi importa quello che conta è che sono stufa di questo freddo e non vedo l’ora che arrivi l’estate, anche se so che ad agosto sicuramente mi lamenterò del troppo caldo e invocherò l’inverno, in perfetto stile italiano, lamentarsi sempre e comunque ( “fa freddo governo ladro…!”).
Ma poi siamo sicuri che la parola esatta sia proprio “merla”…?






Postato da: jaryg a 10:50 | link | commenti (15)

lunedì, 24 gennaio 2005

 LA SFIGA NON VIENE MAI DA SOLA


Immaginate, siete seduti sull’ autobus mentre state tornando a casa la sera dopo il lavoro, siete tranquilli e assorti nel nulla, quando ad una fermata la vostra attenzione viene attirata dalla voce di un uomo che inizia a discutere, dal marciapiede della fermata, con il conducente: “ lei si doveva fermare quando le ho fatto cenno e attivare la pedana per disabili invece di chiudere le porte!” e il conducente “mi dispiace ma non l’ ho vista…”, “ e invece si che mi ha visto e ha fatto finta di niente!” In pratica il casus belli era questo: un uomo con il figlio affetto da handicap sulla seggiola a rotelle, un ragazzo di circa vent’anni, pare avesse fatto cenno al conducente di tirare giù la pedana per disabili e che invece il conducente, non capendo o non vedendolo, abbia chiuso le porte per ripartire. Il conducente, porgendo le sue scuse, invita il padre del disabile a portarsi con suo figlio verso la porta centrale per attivare la pedana e farli salire, ma il signore urlando e continuando ad accusare il conducente di averlo fatto apposta, spinge il figlio in carrozzella, proprio davanti all’autobus, minacciando di lasciarlo lì e di non far partire la vettura per protesta…! Per fortuna dovevo solo andare a casa quindi non avevo fretta, ma la gente sull’autobus che rischiava di arrivare tardi incominciò a spazientirsi e a prendersela con il padre del disabile, che nel frattempo aveva ripreso ad urlare di tutto al conducente dalla porta anteriore dell’autobus aperta. Partivano dall’interno della vettura frasi del tipo “basta! la finisca!”, “ci siamo anche noi!, abbiamo fretta!”, “l’autista le ha già chiesto scusa! Non si impunti inutilmente!”... Di fianco a me un signore, classico impiegato con borsa dei documenti in mano e faccia da ragioniere, per la verità neanche lui sembrava molto normale soprattutto perchè aveva qualche serio difetto di pronuncia (infatti parlava un po’ come paperino…), arrabbiatissimo scese dall’autobus ( io pensai adesso lo picchia…) e si mise ad urlare, “bascta! la deve psciantare! io la conoscico scia’, l’altra volta ha fermato un autobusc in quescto modo, la deve scmettere! adesscio chiamo la la poliscia!” agitandogli minacciosamente la cartella porta documenti davanti alla faccia. Intanto il povero figlio sulla sedia a rotelle, davanti all’autobus e in mezzo alla strada, con una tenerezza disarmante continuava a dire al padre: “ dai papa per favore spostami di qua, ce la gente sull’autobus che deve andare altrimenti fa tardi…” il padre sembrava non ascoltarlo ( una scena tristissima…). Nel frattempo arrivarono i vigili chiamati dall’autista affinchè risolvessero la situazione e permettessero all’autobus di ripartire. Dopo qualche trattativa i vigili riuscirono a convincere il padre a spostare suo figlio dalla strada invitandolo a prendere il numero dell’autobus per sporgere una regolare denuncia contestando il fatto. La situazione dopo un po’ si calmò e l’autobus poté riprendere la corsa.
A una settimana di distanza, mentre mi stavo recando al lavoro (non ero in ritardo ma quasi), la vettura non riparte ad una fermata perchè l’autobus davanti al mio continua inspiegabilmente a rimanere fermo pur essendo scattato il semaforo verde; ad un certo punto scende la conducente dell’autobus d’avanti, una ragazza che con una faccia abbastanza sconvolta, prega l’autista della vettura sulla quale viaggiavo di andare ad aiutarla, perchè c’era un tizio sulla seggiola a rotelle davanti all’autobus che non la faceva ripartire. “Ecco, ci risiamo!” ma allora aveva ragione il “sig. paperino”…! Probabilmente il padre del ragazzo handicappato non aveva altro da fare durante il giorno che inscenare quel patetico teatrino , vuoi per protestare contro le barriere architettoniche, vuoi per protestare contro l’indifferenza della gente nei confronti delle persone disabili, vuoi perché ci teneva particolarmente a prendere un sacco di botte affetto da turbe masochistiche …mah! chi può dirlo? Questa volta però io ero un po’ più spazientita perchè con questo intoppo sarei sicuramente arrivata in ritardo e ciò fece passare nella mia mente pensieri decisamente non molto nobili, del tipo speriamo che qualcuno scenda e tiri al padre due schiaffoni o lo tiri via dalla strada a calci, soprattutto per il bene di quel povero figlio sfortunato…Poi però mossa da uno slancio di buonismo ( lo so è sempre quello che mi frega! ) pensai, tutto sommato probabilmente quel ragazzo non ha altre persone che lo seguano e gli stiano vicino oltre lui... Per fortuna anche questa volta la situazione si risolse riuscendo a convincere il padre a salire con il figlio sulla vettura sulla quale stavo viaggiando la quale era attrezzata per il trasporto delle sedie a rotelle, a differenza della vettura che ci precedeva…( cosa questa che era stata la causa scatenante della nuova pittoresca protesta di quel padre polemico a tutti i costi).
Povero ragazzo non gli bastava la sfortuna di nascere in quelle condizioni doveva anche avere un padre così…! Il destino a volte e’
proprio crudele...


Postato da: jaryg a 10:06 | link | commenti (8)

martedì, 18 gennaio 2005

MA CHE BEL GREGGE DI PECORE!

L’anno scorso in televisione vidi un servizio giornalistico sull’integralismo islamico in Somalia. In alcune regioni vigeva la sharia ( legge fondata sui precetti religiosi dell’islam) in altre no. La religione islamica prevede il divieto di andare con le prostitute e di conseguenza mentre nelle regioni a legge islamica era una pratica vietata con la pena di morte in alcune regioni vicine ciò era consentito. Il giornalista intervistò un sudanese di una provincia in cui vigeva sharia il quale per andare con le prostitute doveva appunto recarsi nella regione limitrofa in cui tale divieto non c’era. Alla domanda del giornalista ”Ma lo sai che secondo la religione islamica e vietato andare con le prostitute perché e considerato un peccato? Il somalo rispose “ Certo che lo so, infatti è sbagliato farlo ” e il giornalista “Ma allora cosa ne pensi della possibilità estendere la sharia a tutte le regioni?” Lui rispose “ Sarebbe meglio estenderla a tutte le regioni così non avremmo la tentazione di venire a prostitute nemmeno in questo posto”. Questa risposta mi lasciò un po’ perplessa e pensai che la povertà e l’arretratezza di alcune zone del mondo era si dovuta in gran parte allo sfruttamento dei paesi più ricchi e ad altre cause contingenti ma anche che queste persone ragionando così non meritavano altro che rimanere sottosviluppati ed essere sottomessi a qualcun altro, dal momento che pur ritenendo una cosa sbagliata invece di utilizzare il buon senso continuavano a farla sperando solo che qualcuno gli ordinasse come comportarsi.
In questi giorni si è parlato molto della legge contro il fumo nei locali pubblici, del fatto che sia una legge repressiva che intacca la sfera della libertà personale di un individuo, del fatto che è solo un primo passo verso una più forte fase di proibizionismo, di tutto e di più… Tuttavia la maggior parte delle persone, anche fumatori, a sentirli parlare a qualche giorno dall’entrata in vigore della nuova legge, sono favorevoli a tale legge perché nei locali si respira meglio, non bruciano più gli occhi, è un buon incentivo per fumare meno, fumare fa comunque male, è giusto rispettare la libertà dei non fumatori ecc… Ma come mai queste persone hanno acquisito tutto questo buon senso e amore per il prossimo solo dopo che un comportamento che prima potevano liberamente adottare gli è stato ora imposto? Non potevano evitare di fumare nei locali chiusi anche prima e magari non in faccia ai non fumatori? Ma è solo un modo per autoconvincersi - tipo storiella della volpe e dell’uva…- e rassegnarsi del fatto che non possono ( “possiamo”: ci tengo a precisare che anche io sono fumatrice) più farlo o siamo anche noi nati per essere sottomessi e guidati come un gregge di pecore pur considerandoci così civilizzati, istruiti e culturalmente avanzati? Allo stesso modo, perché pur ritenendo pericoloso andare in moto senza casco per farlo indossare ai motociclisti si è dovuto imporlo legislativamente idem per l’obbligo delle cinture di sicurezza in macchina, ecc..? Qualcuno sostenendo che l’uomo è un “animale sociale” mi sa che aveva ragione solo a metà: l’uomo è un animale ( in particolare, una bella pecorella...) ma non è per niente sociale dato che le regole per una civile convivenza e per fargli fare ciò che è più sicuro per lui devono essergli imposte anche che per quei comportamenti che ritiene giusto attuare di per sé …
 


Postato da: jaryg a 11:19 | link | commenti (9)

mercoledì, 12 gennaio 2005

 VERSO LA FINE DEL MONDO…?


Altro che terza guerra mondiale, altro che terrorismo islamico e Bin Laden o tempeste solari, quello che porterà alla fine dell’umanità potrebbe essere una sanguinosa lotta tra due sole specie per ottenere la supremazia sulla Terra: la razza umana e il pollame! Gli uomini guidati da un leader carismatico il signor McDonald’s cercano di avere la meglio provando a convincere i polli che il loro sacrificio è attuato per una nobile causa e cioè la golosità della razza umana (vedi McChicken o McNuggets) e così propongono un metodo più umano per uccidere i poveri pennuti senza più sofferenze, al contrario di quanto comportava l’uccisione per macellazione. E’ proprio McDonald's, il noto marchio di fast food, che ha reso noto di aver trovato un metodo "più umano" per uccidere i 10 milioni di polli destinati a finire sui banconi della nota catena: li manderà nella camera a gas. Si tratterebbe di una tecnica nuova per il momento solo in via di sperimentazione. Per ora utilizzano questo metodo soltanto alcuni fornitori della multinazionale, che invece di fulminare i polli con una scossa elettrica e sgozzarli come prevede la tecnica tradizionale, li mandano nella camera a gas. "Se passerà i test, questa tecnica diventerà la procedura normale", ha detto un portavoce inglese del gigante degli hamburger. Aggiungendo: "McDonald's ha a cuore il benessere degli animali" ( ma allora Hitler…ehm, vabbè…). Ma i polli, che evidentemente poi tanto polli non sono perché si arrabbiano e reagiscono, non ci stanno e si preparano al contrattacco su vasta scala! Un nuovo allarme arriva infatti dall'Oms: secondo l'organizzazione il virus dell'influenza dei polli potrebbe provocare una pandemia di influenza nel mondo con milioni di morti (pandemia: fenomeno per cui una patologia investe, più o meno contemporaneamente, ampie aree geografiche dell'intero pianeta, in pratica si tratta di una particolare forma di epidemia che, nel volgere di poco tempo, conseguente al grado di contagiosità del microrganismo causale, travalica i confini di una nazione, espandendosi in molte parti di più continenti quasi contemporaneamente). "Non sappiamo quando, ma vi sarà sicuramente l'ennesima pandemia", ha detto il coordinatore del programma dell'Organizzazione mondiale della salute contro l'influenza dei polli Klaus Stoehr, aggiungendo che potrebbe essere contagiato un quarto della popolazione terrestre e la cosa è aggravata dal fatto che nessun vaccino potrà essere disponibile prima del prossimo mese di marzo. Stoehr ha precisato che il virus dei polli H5N1 è "sicuramente il più adatto a provocare la prossima pandemia. L'Oms ha già fatto previsioni molto preoccupanti sull'eventualità di una pandemia provocata da un virus mutante direttamente trasmissibile da un essere umano all'altro. Il virus dell'influenza dei polli, causa di 32 decessi in un anno in Asia, potrebbe provocare una pandemia di influenza che potrebbe iniziare "la settimana prossima o nei prossimi anni", ha precisato il dottor Stoehr. "Secondo le stime il numero dei morti potrebbe variare da due a sette milioni e il numero delle persone contagiate potrebbe andare ben oltre il miliardo", perché fra il 25 e il 30% della popolazione terrestre di 6,4 miliardi di persone si ammalerebbe. Due laboratori americani nel frattempo stanno tentando di mettere a punto un vaccino, ma senza di questo il mondo si accinge a tempi difficili.

P.S. ci tengo a precisare che entrambe le notizie sono vere e, se sulla seconda notizia relativa alla pandemia di influenza aviaria potevano non esserci dubbi, sulla prima relativa all’idea di gasare i polli qualcuno avrebbe potuto pensare che fosse uno scherzo e invece no…


Postato da: jaryg a 10:46 | link | commenti (8)

domenica, 09 gennaio 2005

"ANTIFUMO NAZISTI"...

Il titolo del post riprende una scritta che da tempo appare su uno dei muri nel mio quartiere, ma forse non è proprio corretta..., mi spiego meglio: dalla mezzanotte di oggi entrerà in vigore la legge che vieta il fumo nei locali pubblici e nelle aziende private, la quale prevede appunto il divieto assoluto di fumo salvo che non siano predisposte nei locali stessi apposite sale fumatori dotate delle ben precise caratteristiche previste dal testo normativo in questione. Premesso che siamo tutti d’accordo sul fatto che il fumo faccia male e sia giusto rispettare i diritti dei non fumatori e di conseguenza quello che si propone di tutelare la legge, ovvero la salute pubblica, sia un interesse meritevole di tutela, ciò che viene criticato dai gestori è però la previsione di una loro "responsabilità oggettiva" nel caso che qualcuno nel loro locale fosse trovato a fumare a seguito di un controllo di pubblici ufficiali o agenti preposti al controllo. Gli esercenti dei locali pubblici potranno andare incontro, in caso di in ottemperanza e di mancato adeguamento alla legge antifumo, a sanzioni che vanno dai 220 ai 2.200 euro per punire la colpevole distrazione o indifferenza sui divieti, per non parlare poi della possibilità di sospensione temporanea o addirittura della revoca della licenza. A parte il danno economico dovuto alla perdita di clientela fumatrice per i locali che non avranno le possibilità strutturali ed economiche di adeguare i propri ambienti con zone fumatori, e per i locali che dovranno investire risorse economiche per tali adeguamenti, quello che viene contestato dai gestori è il fatto di sottostare ad una normativa che li trasformerebbe in "sceriffi" nei confronti dei clienti, dovendo appunto denunciare al 113 o a i vigili i clienti che violano il divieto, ruolo che non competerebbe loro e soprattutto con il rischio di un danneggiamento della loro immagine. Ciò che colpisce in particolare è come per ottenere lo scopo voluto si sia adottato un sistema di “terrore” basato sul rischio di delazione reciproco, ovvero il gestore è obbligato ad invitare i clienti a smettere di fumare e in caso di mancato rispetto dell’invito il gestore dovrà scegliere se rovinare la propria immagine ed il rapporto con la propria clientela ( dal quale ne scaturirebbe comunque e indirettamente un danno economico) o rischiare, in caso lasciasse correre, di prendere una multa salata in caso di controllo improvviso dell’autorità. Allo stesso tempo la scelta dell’esercente sarebbe influenzata dal fatto che i clienti non fumatori possono chiamare l’autorità e denunciare la mancata ottemperanza della legge del gestore. Premesso che questo obbiettivamente è un sistema molto efficace per ottenere il rispetto della legge in questione e raggiungere lo scopo prefissato, indipendentemente dal fatto che sia profondamente ingiusto per i proprietari dei locali, è un meccanismo che richiama le tecniche di controllo attuate dalle dittature e in particolare, come qualcuno mi ha fatto notare, pur trattandosi di un governo di destra tale controllo così capillare ricorda di più le metodologie del controllo della dittatura comunista al tempo di Stalin, piuttosto che della dittatura nazista di Hitler…invece di colpire duramente i fumatori che contravvengono al divieto con multe salatissime, ( pena esemplare del trasgressore) si cerca di applicare una responsabilità oggettiva anche per quelli che con il trasgressore hanno a che fare per il mancato controllo. Ma allora è proprio vero, non c’è più alcuna differenza tra destra e sinistra…


Postato da: jaryg a 15:03 | link | commenti (18)

mercoledì, 05 gennaio 2005

IL NUOVO PROLETARIATO.

Mentre l’umanità è sconvolta dalla tragedia che ha colpito l’Indonesia e gli altri paesi adiacenti, e la gente guarda con commozione e sgomento alle numerose vittime ( come non potrebbe dato che appena si accende la tv i vari tg non ci risparmiano immagini di fosse comuni e cadaveri decomposti ammassati ovunque…) e quasi tutti sembrano indossare la maschera della sofferenza e della contrizione, anche perché se no si rischia di passare per degli insensibili ( ci tengo a far notare in particolare il tono e le espressioni praticamente identiche di Emilio fede nel raccontare le due tragedie avvenute sul finire del 2004 e cioè lo tsunami e il tentativo di attentato attuato dall’operaio comunista e bolscevico nei confronti del “nostro” Presidente del Consiglio…), alla fine c’è sempre qualcuno che riesce a trovare il lato positivo in ogni situazione…; è di ieri infatti la notizia che nei paesi colpiti dallo tsunami si aggirerebbero sciacalli pronti a rubare i bambini, portarli via, venderli a gruppi di pedofili, violentarli oppure ucciderli per prelevarne gli organi. Anche l'Interpol sta indagando sulla fine che potrebbero aver fatto tre bimbi occidentali feriti (uno svedese, un danese ed un austriaco), mentre dallo Sri Lanka arriva la notizia che numerosi bambini sarebbero stati prelevati dalle zone del disastro e arruolati tra i ribelli Tamil. Tra questi alcuni bimbi che stavano in un centro di raccolta a Phuket (Thailandia) e che non sarebbero mai giunti in ospedale.Nel nord di Sumatra, nei campi di accoglienza di Medan, poi, si aggirerebbero persone che cercano di "comprare" gli orfani di Aceh per rivenderli al mercato clandestino; nel "migliore" dei casi, il destino di questi bambini sarebbero adozioni non controllate. Casi di “rapimenti” di bambini sono frequenti in tutte le zone più povere del mondo i minori venendo usati per gli scopi più diversi, sia da vivi che da morti; per esempio in Afganistan il rapimento di bambini, spesso anche molto piccoli (3-4 anni) è destinato ad alimentare il mercato internazionale della pedofilia, il traffico di organi e soddisfare una domanda molto particolare: quella dei «fantini super-leggeri» destinati alle gare di cammelli negli Emirati Arabi, si tratta di una tradizione diffusa tra i Paesi del Golfo; i bambini rapiti vengono addestrati per queste gare tipiche delle tradizioni beduine. Pesano poco, vengono tenuti a diete rigorose per questo scopo, e se anche cadono dal cammello procurandosi lesioni spesso gravissime, o addirittura mortali, non importa perchè sono considerati beni spendibili dato che l'offerta di giovani vittime è praticamente illimitata. A Jalalabad si racconta di bambini assassinati, i cui corpi sono stati poi imbottiti di droga e trasportati con finti funerali a Peshawar, in Pakistan. La Thailandia, l’Indonesia e i in genere i paesi del sud-est asiatico sono tutti tristemente noti per il turismo sessuale e lo sfruttamento del lavoro minorile, si hanno notizie di bambini sfruttati o ridotti a schiavi nelle miniere o nei bordelli, con in mano un fucile o in case signorili come piccoli domestici. Ma a parte i casi nei quali vengono “rapiti” e cioè all’insaputa e contro il volere dei genitori, la maggior parte delle volte si tratta di casi di “vendita” dei propri figli da parte degli stessi genitori, una vera e propria forma di “proletariato “, un ottica secondo la quale si vendono o si fanno lavorare ( sacrificandoli) bambini per contribuire alla sopravvivenza degli altri membri della famiglia solitamente molto numerosa, come nel caso di una bambina thailandese venduta dai propri genitori in cui,venuta a sapere della situazione della figlia, destinata a soddisfare otto clienti al giorno in un bordello di Bangkok (invece della vicina città che le era stata promessa), la madre piange e si lamenta per il poco guadagno realizzato dalla vendita della figlia, che ora svolge un lavoro così redditizio, e pensa solo che avrebbe dovuto chiedere 10.000 bath (205 €) invece che 5.000 (102 €). Si tratta di un commercio che avviene in tutto il mondo con un’impunità quasi assoluta e, in molti casi, con sanzioni anche molto meno severe di quelle stabilite per il traffico di droga. La totale assenza di misure contro la prostituzione che si registra nella maggioranza dei paesi, ne ha permesso la crescita incontrollata. Ma noi che consideriamo come incivili e animali i genitori che arrivano a vendere e a sfruttare i propri figli, che diritto abbiamo di giudicarli in tal senso; proprio noi che viviamo in mezzo alle comodità, contornati da bambini viziatissimi , presuntuosi e indisponenti spesso ingrati dopo tutto quello che hanno ricevuto. Loro invece vivono in situazioni diverse di grande miseria ed è comprensibile che agiscano in tal senso; non dobbiamo scandalizzarci se fanno lavorare duramente i loro figli 12 ore al giorno per una misera paga invece di farli giocare e di mandarli a scuola, dobbiamo semmai scandalizzarci del fatto che ci siano nel 2005 paesi ancora così poveri. Come sostiene il sociologo Nazar Ali Salal infatti, lo sfruttamento infantile è al tempo stesso causa e conseguenza della povertà:«Più una popolazione è povera, più avrà figli che rimarranno analfabeti, poiché dovranno lavorare per aiutare il bilancio familiare. E più una popolazione è analfabeta, più resta impigliata nella povertà».


Postato da: jaryg a 19:27 | link | commenti (4)

sabato, 01 gennaio 2005

POSEIDONE NON TI INCAZZARE…

Bella serata ieri al Banano Tsunami e poi ho finalmente conosciuto onq e brullonulla. E anche capodanno 2004 è passato in una cornice di botti insopportabili e fastidiosi per le orecchie, luci , musica e gente brilla un po’ ovunque . Bere troppo fa male, poi si finisce che al mattino dopo non ci si ricorda più niente o non si ricorda bene, questo perché l’alcool attutisce i sensi e altera la capacità di comprendere… mi riferisco a questo e in particolare a questo punto: “ ha detto che effettivamente è di CL ed ha una certa ammirazione per goebbels, ma li nei commenti non voleva darmi ragione per non esporsi alle critiche”. A parte il caso di transgender fake che è l’unica cosa corretta, non ti ho mai “confidato” di essere di CL e tanto meno di essere una ammiratrice di Goebbles (le mie idee sono diametralmente opposte, infatti quando in un commento cito RC, non mi riferisco alla targa di Reggio Calabria…). Onq sei proporio un birbante…ma mi dispiace , se l’unica cosa che ti ha colpito della sera scorsa e’ stata questa, tanto da farci addirittura un post, forse ti sei annoiato parecchio…No, hai ragione, non mi hai trattata troppo male pensavo peggio dato l’argomento e i commentatori abituali del “flauto mauto”.Una cosa che non capisco è come mai l’accostamento a goebbles in effetti mi abbia tirato dietro l’invidia di alcune persone che conosco…che strana gente frequento…!


Postato da: jaryg a 17:39 | link | commenti (2)